Accoglienza: Rozzi (Asgi), “avviare un dialogo con i migranti”

“Invitiamo tutte le persone che vogliono manifestare il loro dissenso rispetto la chiusura dei porti ad appendere ai loro balconi la coperta termica, postando la foto con l’hashtag #IoAccolgo”. È l’idea lanciata da Elena Rozzi, membro del direttivo dell’Asgi (Associazioni studi giuridici sull’immigrazione), dopo il flashmob di protesta contro il decreto sicurezza bis in piazza di Spagna che ha preceduto la conferenza stampa di presentazione della campagna #IoAccolgo. La volontà, spiega Rozzi, è dare visibilità a tutti coloro che non ce la fanno più a vedere persone morire in mare e che si chiedono cosa possono fare per reagire “a queste barbarie”. L’obiettivo è confluire in un’unica mobilitazione tutte queste realtà “per coordinarci a livello nazionale per esprimere posizioni chiare, non solo oggi, ma in modo costante e continuativo”. Quindi è necessario “contrastare e ridurre i danni del Decreto sicurezza promuovendo iniziative di accoglienza per quelle persone escluse dall’intervento sociale e dall’orientamento lavorativo”. Due sono i fronti su cui muoversi: l’accoglienza in famiglia e una capillare azione di sollecitazione presso enti pubblici e sociali affinché promuovano interventi di accoglienza. Il terzo impegno, conclude Rozzi, riguarda “tutti coloro che sposano politiche antimigranti o che semplicemente rimangono indifferenti a questo fenomeno”. Il bombardamento mediatico che impone all’immaginario collettivo di associare i migranti ad un problema criminale, può essere vinto con la “conoscenza diretta”. “Sentimenti di odio e paura si possono stemperare per esempio invitando un proprio amico o un familiare che la pensa diversamente, a partecipare ad una di quelle iniziative che consentono di avviare un dialogo con i migranti”.

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