Accoglienza: la testimonianza di Ibrahim alla presentazione della campagna #IoAccolgo

A dar voce e volti alla campagna #IoAccolgo presentata oggi a Roma, sono arrivate le testimonianze di rifugiati. È la storia, ad esempio, di una donna che, attraverso Refugees Welcome ha aperto le porte della sua casa ad Ibrahim, diciannovenne in fuga da Sierra Leone. “La prima ragione per cui ho fatto questo passo è perché sono una cittadina italiana che esercita i suoi diritti e che vuole rispettare la costituzione della nostra Repubblica, in particolare l’articolo 10. Il secondo motivo è quello di voler contribuire ad un processo migratorio che richiede intelligenza e impegno. In ultimo, ho voluto fare questo dono a mio figlio, coetaneo di Ibrahim, perché tengo al futuro del mio Paese che sarà inevitabilmente desolante se non lavoreremo per rendere queste persone a pieno titolo cittadini di un Paese condannato a essere vecchio e povero a causa del calo demografico”. Ibrahim, in Italia da due anni, era minorenne al suo arrivo. Il primo impatto è stato all’interno di una struttura di Crotone dove veniva ospitato insieme ad altre 500 persone: “Nonostante avessi tanta gente intorno a me, mi sentivo solo, stanco e ansioso per il mio futuro. Qualche tempo dopo – racconta – ho scoperto Refugeees Welcome e ho mandato una richiesta di accoglienza. Due mesi fa questa signora mi ha accolto a casa sua ed ora sono molto felice di dire che ho un posto da chiamare famiglia. Una nuova opportunità di seguire i miei desideri”.

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