Manifestazioni a Hong Kong: p. Criveller (Pime), “è una forzatura della polizia considerare come rivolta gli scontri”

“Ci sarebbe anche una persona ferita piuttosto seriamene da una pallottola di gomma” durante le proteste stamattina a Hong Kong dove molti manifestanti hanno cercato di impedire l’ingresso al Parlamento dove oggi si sarebbe dovuto votare per l’emendamento riguardante l’estradizione. Lo riferisce al Sir padre Gianni Criveller, missionario a Hong Kong del Pontificio Istituto missioni estere (Pime) da quasi trent’anni, adesso in Italia, a Monza, in quanto preside del Seminario teologico internazionale. Per padre Criveller, “l’emendamento sull’estradizione è una tragedia: tutti sono contro. A favore c’è solo il regime di Pechino e questo governo che non è espresso dal popolo. Anche il Parlamento non è votato democraticamente, solo un terzo dei parlamentari sono votati dal popolo, gli altri sono nominati da gruppi pro Pechino”.
Padre Gianni si dice molto contento che “Hong Kong abbia conservato un’anima”, come dimostra “la manifestazione di popolo di domenica”. Le proteste di ieri e oggi, invece, “vedono come protagonisti i giovani, prevalentemente studenti delle scuole medie superiori e in parte delle università che hanno un’agenda politica diversa da quella della gente che è scesa in piazza domenica scorsa: molti di questi giovani vogliono l’indipendenza dalla Cina, che è un suicidio politicamente parlando, anche se si può ammirare e apprezzare che i giovani abbiano questo sogno”. Il problema, avverte il missionario, “è il governo che non ascolta, è lontanissimo dalla gente, non rappresenta in nessun modo il sentimento popolare e con la sua politica esaspera i giovani”. Il capo della polizia ha classificato gli scontri come “rivolta”: “Questo implica che per chi partecipa è prevista una pena molto pesante, anche dieci anni di galera”. Il missionario evidenzia: “Io non escludo che ci sia qualche studente molto esagitato, ma è una forzatura da parte della polizia considerare questi scontri come una rivolta”.

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