Decreto sicurezza bis: Arci, “criminalizzare e perseguire il lavoro umanitario non risolve i problemi”

“Si prosegue con la criminalizzazione del lavoro umanitario, con l’illusione che se si perseguita chi fa monitoraggio e salvataggio in mare, la disperazione di chi scappa da regimi violenti e torture svanisce. Purtroppo non è così”. È il commento dell’Arci nazionale al decreto Sicurezza bis approvato ieri dal Consiglio dei ministri. “Si accentrano poteri sul Viminale in materia di migranti e acque territoriali, stravolgendo alcuni dei princìpi fondamentali di diritto internazionale. Si prosegue poi a trattare temi complessi con enfasi politica e in chiave unicamente di ordine pubblico, approccio sbagliato – rimarca l’Arci – che crea solo conflitti e non risolve alcun problema”. “Riteniamo inoltre sbagliato prevedere sanzioni per chi, nell’adempimento di un dovere etico e giuridico, salva vite umane altrimenti destinate alla morte”, prosegue l’Arci, secondo cui “saranno altri a fare eventuali valutazioni di costituzionalità e urgenza del decreto, ma è chiaro – conclude – che restare umani per qualcuno pare essere proprio una condizione rinunciabile”.

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