Lavoro minorile: Unicef, per contrastarlo servono “rafforzamento di iniziative per i genitori e risposta a pericolose norme sociali che lo perpetuano”

“In quasi tutte le regioni i bambini e le bambine hanno le stesse probabilità di essere coinvolti in lavoro minorile, ad eccezione dell’America Latina e dei Caraibi dove i ragazzi hanno maggiori probabilità rispetto alle ragazze di svolgere un lavoro – 13% dei ragazzi contro l’8% delle ragazze”. Lo denuncia oggi l’Unicef, alla vigilia della Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile, che si celebra domani. “In Africa Centrale e Occidentale per entrambi la percentuale si attesta attorno al 32%; in Africa Subsahariana il 30% dei ragazzi è coinvolto in lavoro minorile, rispetto al 29% delle ragazze; in Africa Meridionale e Orientale il 27% dei ragazzi contro il 24% delle ragazze, mentre in Medio Oriente e in Nord Africa i ragazzi sono l’8% rispetto al 6% delle ragazze”, ricorda l’Unicef. Delle disparità di genere si registrano tuttavia nei tipi di attività svolte: le ragazze hanno probabilità molto maggiori di essere coinvolte in lavori domestici.
L’Unicef promuove un approccio integrato per eliminare il lavoro minorile, che include “il rafforzamento di iniziative per i genitori e la risposta alle pericolose norme sociali che perpetuano il lavoro minorile, in aggiunta a un rafforzamento del supporto legale e sociale e dei meccanismi di segnalazione per arginarlo”. Tramite questi sistemi si cerca “di aumentare l’accesso a istruzione di qualità e rafforzare le strategie di riduzione della povertà”. L’Unicef collabora a stretto contatto con i governi nazionali e locali “per supportare lo sviluppo e l’implementazione di strategie per rispondere al lavoro minorile”. Per esempio, “in India, 12 Stati hanno sviluppato un piano d’azione contro il lavoro minorile e 8 hanno aumentato i loro programmi per prevenire e porre fine a questa pratica, con il supporto dell’Unicef”.
L’Unicef chiede delle azioni per eliminare il lavoro minorile: “Rendere i bambini visibili. I governi devono investire nella raccolta di dati nuovi e migliori sul lavoro minorile; includere i bambini lavoratori nelle iniziative e nei programmi di protezione sociale; cambiare le norme sociali e permettere l’empowerment delle comunità; rendere l’istruzione accessibile e maggiormente pronta a rispondere ai bisogni dei bambini lavoratori”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo