Economia: Tria (ministro), “il 2018 si è chiuso con una significativa diminuzione del disavanzo, governo ha seguito un approccio prudente e responsabile”

“Nel 2018 sebbene la crescita abbia sorpreso al ribasso, l’anno si è chiuso con una significativa diminuzione del disavanzo, al 2,1% in discesa dal 2,4% del 2017, inoltre il saldo primario” si è attestato “all’1,6% dall’1,4%: ciò dimostra che il governo ha seguito un approccio prudente e responsabile nella gestione della politica di bilancio per il 2018”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, intervenendo nell’aula di Montecitorio per un’informativa urgente in merito all’eventuale avvio di una procedura per disavanzi eccessivi nei confronti dell’Italia.
“Le stime più aggiornate per il 2019 – ha proseguito – portano a ritenere che i saldi di finanza pubblica rispetteranno i dettami del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita. Si può ritenere che l’indebitamento netto nel 2019 sarà sensibilmente inferiore alla previsione della Commissione”. Per Tria, “il monitoraggio più recente delle entrate evidenzia per l’anno in corso maggiori entrate tributarie e contributive e maggiori entrate non tributarie che, dedotte le maggiori spese e risorse necessarie per il bilancio di assestamento, portano a stimare un beneficio netto di circa 0,2 punti percentuali. Conseguentemente il deficit si collocherebbe al 2,2% del Pil contro la previsione contenuta nel Def approvato ad aprile del 2,4%. Tenendo conto delle previsioni economiche della Commissione un deficit del 2,2% del Pil produrrebbe un miglioramento di 0,1 punti del saldo strutturale nel 2019. Tale risultato configurerebbe un sostanziale rispetto del braccio preventivo del Patto di stabilità e crescita. Il governo potrà fornire stime più aggiornate a fine luglio non appena saranno disponibili i dati sulle liquidazioni d’imposta”. A ciò si aggiunge che per “Quota 100” e Reddito di cittadinanza “una minore spesa potrebbe essere pari ad un ulteriore 0,07% del Pil facendo attestare in tal caso l’indebitamento netto per il 2019 al 2,1% del Pil. Migliorerebbe in tal caso, in misura corrispondente, il saldo strutturale”.

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