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Consiglio d’Europa: “figure politiche populiste cercano di dividere le società in base a criteri nazionali, etnici o religiosi”

(Strasburgo) “Il populismo xenofobo continua a segnare l’attuale clima politico in Europa. Alimenta una retorica ostile ai migranti, che spesso nutre discorsi di odio razzista, spezza tabù e provoca altre espressioni di odio. Questa banalizzazione contrasta nettamente con le norme che erano state finora rigorose nel discorso pubblico ed è un fenomeno molto inquietante”. È il rapporto annuale della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri – organismo del Consiglio d’Europa) pubblicato oggi che fotografa questa situazione. Motivo di particolare preoccupazione sono “le intenzioni di figure politiche populiste, che cercano di dividere le società in base a criteri nazionali, etnici o religiosi”. “L’ideologia loro/noi”, si legge ancora nel rapporto, “mette in pericolo le società inclusive e rischia di compromettere i principi basati sulla tolleranza, fondamento delle società democratiche europee”. Questo pensiero oggi si respira anche “nei partiti politici tradizionali e nei governi nazionali”, non più solo in quelli estremisti. L’Europa, segnala ancora il rapporto, “incontra una crescente opposizione all’idea un tempo data per acquisita, per cui il multiculturalismo è un elemento positivo e desiderabile per le nostre società”. Migranti e minoranze sono usati come “capri espiatori” per rispondere alle “crescenti preoccupazioni dell’opinione pubblica per il cambiamento economico, geopolitico e tecnologico”. A mancare secondo l’Ecri è una “reazione rapida con un chiaro messaggio di segno contrario”.

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