Salone del Libro: Mattarella ricorda Primo Levi e la “necessità di non dimenticare” quanto avvenuto per “disprezzo dei diritti di ogni persona”

“I valori che Primo Levi ha vissuto e trasmesso, specialmente la necessità di non dimenticare ciò che è avvenuto negli anni della seconda guerra mondiale come tragica conseguenza del disprezzo dei diritti di ogni persona, costituiscono la base fondamentale per una società pacificata e una rispettosa convivenza sociale”. Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al direttore editoriale del Salone internazionale del Libro di Torino, Nicola Lagioia. Quest’anno la kermesse, giunta alla 32ª edizione, vede in programma “numerose iniziative dedicate alla figura e all’opera di Primo Levi”. “Figura complessa di uomo e scrittore, sopravvissuto ad Auschwitz, la forza della sua lezione – osserva il Capo dello Stato – ha superato i confini nazionali per diventare il simbolo di una sofferenza universale”. “Ebreo e partigiano, internato nel campo di concentramento di Carpi-Fossoli nel 1944, deportato ad Auschwitz e liberato nel 1945, Levi ha saputo indagare, per la sua esperienza di vita e insieme per la sua capacità di esplorazione, gli abissi della natura del male”, prosegue Mattarella.
“Consapevole del significato storico e antropologico della tragica esperienza nei campi di concentramento, Primo Levi, nella sua intensa attività di testimonianza umana e culturale, ha proposto alla coscienza comune ideali di comprensione e di tolleranza fra gli uomini e i popoli”, il tributo del Capo dello Stato.

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