Papa Francesco: a Pontificio Istituto Biblico, “superare i pregiudizi, ricerca interdisciplinare sui farisei aiuta a combattere antisemitismo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“Per amare meglio i nostri vicini, abbiamo bisogno di conoscerli, e per sapere chi sono spesso dobbiamo trovare il modo di superare antichi pregiudizi”. Lo ricorda Papa Francesco nel discorso consegnato ai docenti e agli studenti del Pontificio Istituto Biblico e ai partecipanti al Convegno su “Gesù e i Farisei: un riesame interdisciplinare”, organizzato in occasione del 110° anniversario di fondazione dell’Istituto, ricevuti questa mattina in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico. “Tra i cristiani e nella società secolare, in diverse lingue la parola ‘fariseo’ spesso significa ‘persona ipocrita’ o ‘presuntuoso’”, rileva Francesco che nel testo preparato per l’occasione ha sottolineato che “nel nostro mondo, tali stereotipi negativi sono diventati purtroppo molto comuni”. “Uno degli stereotipi più antichi e più dannosi è proprio quello di fariseo, specialmente se usato per mettere gli ebrei in una luce negativa”, aggiunge il Papa per il quale il convegno “mettendo in relazione fedi e discipline nel suo intento di giungere a una comprensione più matura e accurata dei Farisei, permetterà di presentarli in modo più appropriato nell’insegnamento e nella predicazione”. “La ricerca interdisciplinare su questioni letterarie e storiche riguardanti i Farisei – ha evidenziato – aiuterà ad acquisire una visione più veritiera di questo gruppo religioso, contribuendo anche a combattere l’antisemitismo”. Francesco si dice infatti certo “che tali studi, e le nuove vie che apriranno, contribuiranno positivamente alle relazioni tra ebrei e cristiani, in vista di un dialogo sempre più profondo e fraterno” e per questo auspica che tutto ciò “possa trovare un’ampia risonanza dentro e fuori la Chiesa cattolica”.

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