Musei ecclesiastici: Jatta (Musei vaticani), “cura e valorizzazione di uno straordinario patrimonio d’arte ma soprattutto di fede”

Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani

“Oggi nei musei del Papa si parlerà di musei diocesani, in Italia più di 200, ma arriviamo a mille se consideriamo le collezioni artistiche, storiche e di testimonianza di fede legate alla Chiesa cattolica”. Esordisce così Barbara Jatta, direttrice dei Musei vaticani, nel saluto alla giornata di studio “La Chiesa e i suoi musei. Identità, governance e politiche culturali” promossa dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei in collaborazione con i Musei vaticani che la ospitano. Facendo gli onori di casa, Jatta ricorda l’istituzione nel 1996 dell’Amei (Associazione musei ecclesiastici italiani) che coordina i musei diocesani che, osserva, “come quelli vaticani – in un certo senso un grande museo diocesano – hanno quale missione la cura, ossia la tutela, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico e soprattutto di fede che ci è stato tramandato dal passato e dobbiamo consegnare alle generazioni future”. “Una dimensione che le nostre realtà non possono trascurare – avverte – è la committenza e il dialogo con gli artisti contemporanei. Un dialogo con chi, diceva Paolo VI rende visibile l’invisibile. Ma cura è anche conservazione. Mi ritengo una persona privilegiata perché ho ereditato un’istituzione che fa della conservazione un suo punto di forza con sette laboratori distinti per tipologia di materiali, un centinaio di restauratori, un gabinetto di ricerca, ma soprattutto un gruppo di curatori con particolare sensibilità”. Jatta evidenzia infine le relazioni e la collaborazione con i musei diocesani italiani e di diverse parti del mondo, cita la mostra sulla Via Crucis di Previati realizzata l’anno scorso al Museo diocesano di Milano e annuncia un’iniziativa con il museo diocesano di Napoli.

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