Musei ecclesiastici: Ferrari (Piacenza-Bobbio), “valorizzazione integrata e gestione dal basso del patrimonio”

La diocesi di Piacenza-Bobbio (418 parrocchie e oltre 650 edifici di culto con oltre 90mila oggetti censiti) sta dedicando negli ultimi anni particolare attenzione alla valorizzazione, promozione e messa in rete del patrimonio culturale presente sul territorio favorendo una gestione dal basso e sostenendo l’operato di giovani specializzati nel settore. “Un progetto di valorizzazione integrata e dal basso del patrimonio ecclesiastico, inizialmente molto frammentato”, spiega alla Giornata di studi sui musei diocesani in corso presso i Musei vaticani per iniziativa della Cei, Manuel Ferrari, architetto e direttore del museo diocesano di Piacenza-Bobbio. Nel 2015 è stato realizzato il primo nucleo espositivo del museo della cattedrale di Piacenza, ampliato a seguito di due importanti mostre nel 2017 e nel 2018, oggi integrato con un affascinante percorso di salita alla cupola affrescata dal Guercino. Analogamente nel 2015 è stato allestito un nuovo museo di arte del ‘900 all’interno degli spazi dell’ex monastero di San Colombano a Bobbio. “Mentre si procedeva alla definizione dei luoghi, si pensava parallelamente alle modalità di gestione efficaci e sostenibili capaci di garantire adeguati servizi al pubblico, ma anche di favorire una visione complessiva del patrimonio e degli istituti culturali diocesani”, prosegue Ferrari. “Abbiamo – aggiunge – una rete di 10 musei che fanno capo a parrocchie, istituti religiosi, seminari, due archivi e numerose biblioteche. Dal 2015 abbiamo avviato un comitato di scopo con soggetti ecclesiali e civili grazie al quale è stato possibile recuperare le risorse necessarie, e sono state attivate collaborazioni stabili con altri enti sul territorio”. L’offerta si arricchisce infine di due pellegrinaggi: un tratto di Via Francigena e il cammino di san Colombano.

 

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