Motu proprio “Vos estis lux mundi”: mons. Iannone, coinvolgere “laici qualificati”. Possibili “misure cautelative” come “sospensione temporanea dall’ufficio”

Il coinvolgimento, nell’indagine sui casi di abusi da parte del clero, di “laici qualificati”. È un’altra novità del Motu proprio “Vos estit lux mundi” messa in evidenza da mons. Filippo Iannone, presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, in un articolo che verrà pubblicato su L’Osservatore Romano. Durante il corso dell’indagine – che deve svolgersi in tempi brevi, salvo eccezioni, entro 90 giorni – “il Metropolita può “proporre al Dicastero competente l’adozione di misure cautelari appropriate nei confronti dell’indagato”, per esempio la temporanea sospensione dall’ufficio. Per le persone indagate viene, invece, riaffermato un principio fondamentale di ogni ordinamento giuridico, vale a dire “la presunzione d’innocenza”, insieme al diritto alla difesa. Il testo si conclude con l’affermazione del rispetto per le leggi statali in materia, “infatti le presenti norme si applicano senza pregiudizio dei diritti e degli obblighi stabiliti in ogni luogo dalle leggi statali, particolarmente quelli riguardanti eventuali obblighi di segnalazione alle autorità civili competenti”. “Una sana collaborazione, rispettosa della reciproca autonomia, tra l’ordinamento canonico e quello statale non può che favorire il bene delle persone e la ricerca della verità”, commenta Iannone.

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