Elezioni Ue: appello di 21 capi di Stato. “Solo una comunità forte è in grado di affrontare le sfide globali dei nostri tempi”

“Ormai da tempo per molti in Europa, soprattutto tra le nuove generazioni, la cittadinanza europea è divenuta una seconda natura. Per loro non è una contraddizione amare il proprio villaggio, la propria città, regione o nazione ed essere al contempo convinti europeisti”. Lo si legge nell’“Appello congiunto al voto per le elezioni europee del maggio 2019” sottoscritto da 21 capi di Stato dell’Ue e disponibile nella versione italiana sul sito del Quirinale. Il testo parla delle “grandi sfide” di questi mesi con cui è confrontata l’Unione: “alcuni parlano di ridimensionare certe tappe dell’integrazione, come la libertà di movimento o di abolire istituzioni comuni”; “uno Stato membro intende lasciare l’Unione”; “altri invocano maggiore integrazione all’interno dell’Unione o dell’Eurozona oppure un’Europa a più velocità”. Nonostante le diversità di vedute su questi punti, “tutti noi siamo d’accordo che l’integrazione e l’unità europea sono essenziali e vogliamo che l’Europa continui come Unione”. “Solo una comunità forte sarà in grado di affrontare le sfide globali dei nostri tempi”, scrivono ancora i leader europei: cambiamenti climatici, terrorismo, globalizzazione economica e migrazioni, sfide che “non si fermano ai confini nazionali” e che si potranno affrontare “solamente lavorando insieme come partner uguali al livello istituzionale”. Serve perciò un’Ue “forte, dotata di istituzioni comuni, che riesamina costantemente con occhio critico il proprio lavoro ed è in grado di riformarsi, costruita sui propri cittadini e che ha nei suoi Stati membri la propria base vitale”.

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