Diocesi: Caritas Padova, presentato il Report 2018. Il vescovo Cipolla, “numeri che riportano a volti”

“Una raccolta di numeri che riportano a volti”. Con queste parole mons. Claudio Cipolla commenta il Report 2018 della Caritas diocesana di Padova, presentato questa mattina nella città veneta. “Il titolo – prosegue il vescovo – ‘Persone, non numeri’, ci dice l’elemento fondamentale da cui parte e sui cui si indirizza la carità: l’amore per l’altro e la persona, che non è una cifra, un codice, un numero, ma è un mondo da incontrare, conoscere, amare. Nell’incontro, nella conoscenza, nell’amore troviamo anche gli ingredienti per un aiuto concreto e strade di emancipazione possibile, affinché dai numeri che stringono e affaticano il quotidiano, possa sbocciare il volto della persona, le sia riconosciuta dignità e prospettiva di vita buona”.
Dal Report si evince che, a fronte di una diminuzione – che si attesta attorno all’8,5% – delle persone che si sono presentate agli sportelli della Caritas, non corrisponde sul territorio una vera diminuzione della povertà. È guardando le storie, i volti e le persone che si coglie il senso di questa flessione da un lato e, come spiega don Luca Facco, direttore di Caritas Padova, la realtà profonda di chi si trova in certe situazioni: “Il vissuto di ferite, di fatiche, di coraggio, di forza, di speranza, di fiducia, di ricerca, di ricchezza interiore che spesso non riusciamo nemmeno a immaginare e condividere”.
Il Report 2018 disegna una situazione che ricalca sostanzialmente quella degli anni precedenti, con modeste variazioni. Due le evidenze che emergono: una chiara tendenza alla diminuzione degli accessi agli sportelli, con un calo attribuibile soprattutto alla popolazione straniera, e il fatto che le principali richieste di aiuto vengono da persone di età compresa tra i 31 e i 65 anni (8 su 10) e sono per lo più riferite a situazioni legate al mercato del lavoro e al reddito. Da qui si deduce che si sta modificando il fenomeno migratorio verso il nostro Paese – spiega il Report – con una netta diminuzione degli arrivi e contestualmente con un flusso sia pur contenuto di esodo verso l’estero. Al tempo stesso l’incidenza della crisi sulla situazione occupazionale e sulla condizione di povertà delle persone continua a esercitare un peso preoccupante, solo in minima parte compensato dai deboli segni di ripresa dell’economia. Nel 2018 si sono rivolte agli sportelli dei Centri di ascolto diocesano e vicariali (presenti in 30 su 32 vicariati) 2.239 persone (1.143 donne, 1.096 uomini). Tra loro gli stranieri sono passati da 1.478 a 1.310, con un calo pari all’11,3%. Scorrendo le problematiche generali: quelle economiche (36%) e lavorative sono preponderanti (24%), a seguire quelle abitative (12%), di salute (11%), legate a questioni familiari (8%).

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