Supplica Madonna Pompei: mons. Caputo (arcivescovo), “il santo Rosario ci sostiene in impegno di carità”

“Vogliamo ringraziare in modo speciale Papa Francesco anche perché, durante l’udienza generale in piazza San Pietro, ha voluto ricordare” la Supplica alla Madonna di Pompei. Lo ha detto stamattina l’arcivescovo prelato e delegato pontificio di Pompei, mons. Tommaso Caputo, nel saluto all’arcivescovo Edgar Peña Parra, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede, all’inizio della messa che si celebra oggi nella città mariana, prima della recita della supplica alla Madonna del Rosario, alle ore 12, per la quale sono giunte migliaia di pellegrini, provenienti da tutta Italia e dall’estero, tra essi dalla Polonia, dall’Ungheria e dalla Corea del Sud. “Molti sono qui dai giorni scorsi e tanti hanno trascorso la notte d’attesa in preghiera”, ha ricordato mons. Caputo.
Non è mancato un pensiero per il Paese di origine di mons. Peña Parra, il Venezuela, “per il quale – ha affermato l’arcivescovo di Pompei – pregheremo durante questa celebrazione, invocando concordia e prosperità per i suoi abitanti. Nel suo splendido Paese è molto viva la devozione alla Madonna di Pompei. A Caracas ho potuto celebrare più volte l’Eucaristia nella parrocchia, retta dagli Scalabriniani, dedicata alla Madonna di Pompei, alla quale è intitolata anche la vicina casa di riposo”.
Proprio la diffusione del culto alla Madonna di Pompei, ha proseguito il presule, “è stato uno dei cardini della vita del beato Bartolo Longo, che fondò il santuario dedicato alla Madonna del Rosario, questa nuova città di Pompei e le diverse opere di carità che ancora oggi, dopo 130 anni, ospitano persone in difficoltà. Convinto che l’amore al prossimo fosse la logica conseguenza dell’amore a Dio, il beato realizzò il tempio della carità accanto a quello della fede, come amava dire lui stesso”.
Sulle sue orme, “i Centri educativi affidati alle Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario e ai Fratelli delle Scuole Cristiane e le altre opere sociali sorte grazie alla collaborazione con diversi movimenti ecclesiali ed associazioni, accolgono ragazzi e ragazze provenienti da contesti sociali difficili, mamme e donne sottratte a situazioni di sfruttamento o violenza, figli e figlie di detenuti, anziani, poveri, ex tossicodipendenti, ragazze madri, diversamente abili, migranti”.
“La preghiera del Santo Rosario, fondamento stesso del nostro santuario, ci sostiene in questo impegno di carità e nella cura pastorale dei circa due milioni di pellegrini che ogni anno visitano la nostra basilica, consacrata alla Pace universale, per la quale pregheremo in modo particolare oggi”.

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