Social media: p. Taccone (Pul), “possono aiutare la relazione, non la costituiscono”. Don Goyret (Pusc), “imparare ad essere soli per conoscere se stessi”

“Oggi constatiamo la perdita della capacità di essere soli, il venir meno dell’arte di vivere la solitudine. Occorre imparare ad essere soli per conoscere se stessi, perché la solitudine può essere virtuosa”. Lo ha detto questa mattina don Philip Goyret, ordinario di ecclesiologia alla Pontificia Università della Santa Croce, durante il seminario “Solitudine mediatica: dramma o opportunità?” in corso presso la Pontificia Università Lateranense. “La solitudine infatti è dimensione appropriata per la relazione con se stessi, con gli altri e il cosmo”. Si tratta di “sottrarci al chiasso che ci viene da fuori, per sviluppare una relazionalità autentica. In un certo senso non c’è altra via all’incontro che la solitudine”. Per Goyret, “per poter stabilire una relazione autentica occorre una chiara determinazione della propria singola identità”.
“Oggi non si può eludere l’argomento del Getsemani digitale – ha detto padre Ferdinando Taccone, direttore della Cattedra Gloria Crucis della Pul, che ha organizzato l’incontro -. La solitudine mediatica nasce dentro la rivoluzione culturale che stiamo vivendo, in un periodo in cui le relazioni umane sono profondamente cambiate. Ma i social media sono semplici strumenti che possono aiutare la relazione, però non la costituiscono”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa