Papa Francesco: udienza, “sono rimasto colpito dalla tenerezza delle suore di Madre Teresa”. “La carità è gioiosa, non è acida”

foto SIR/Marco Calvarese

“Un Paese giovane dal punto di vista istituzionale; un Paese piccolo e bisognoso di aprirsi ad orizzonti ampi senza perdere le proprie radici”. È il ritratto della Macedonia del Nord, al centro, insieme alla Bulgaria, dell’udienza di oggi. “Per questo è stato significativo che proprio lì avvenisse l’incontro con i giovani”, ha sottolineato il Papa davanti ai 20mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro: “Ragazzi e ragazze di diverse confessioni cristiane e anche di altre religioni, tutti accomunati dal desiderio di costruire qualcosa di bello nella vita. Li ho esortati a sognare in grande e a mettersi in gioco, come la giovane Agnese – la futura Madre Teresa – ascoltando la voce di Dio che parla nella preghiera e nella carne dei fratelli bisognosi”. Poi una parentesi a braccio: “Sono rimasto colpito – ha rivelato Francesco – quando sono andato a visitare le suore di Madre Teresa con i poveri. Sono rimasto colpito dalla tenerezza evangelica di queste donne, e questa tenerezza nacque dalla preghiera e dall’adorazione. Loro accolgono tutti, si si sentono sorelle e madri di tutti, e lo fanno con tenerezza”. “Tante volte noi cristiani perdiamo questa dimensione della tenerezza – il grido d’allarme del Papa – e quando questa tenerezza non c’è diventiamo troppo seri, acidi. Queste suore sono dolci nella tenerezza, e fanno la carità così com’è. Quando si fa la carità senza tenerezza, senza amore, è come se gli buttassimo un bicchiere d’aceto! la carità è gioiosa, non è acida: queste suore sono un bell’esempio, che Dio benedica tutte loro!”. “Oltre alle testimonianze dei giovani, a Skopje ho ascoltato quelle dei sacerdoti e delle persone consacrate”, ha proseguito il Papa: “Uomini e donne che hanno donato la vita a Cristo. Per loro, prima o poi, viene la tentazione di dire: ‘Signore, che cos’è questo mio piccolo dono di fronte ai problemi della Chiesa e del mondo?’. Perciò ho ricordato loro che un po’ di lievito può far crescere tutta la pasta, e un po’ di profumo, puro e concentrato, impregna di buon odore tutto l’ambiente. È il mistero di Gesù-Eucaristia, seme di vita nuova per l’umanità intera”. “La Santa Messa celebrata nella piazza di Skopje – ha concluso Francesco – ha rinnovato ancora una volta, in una periferia dell’Europa di oggi, il miracolo di Dio che con pochi pani e pesci, spezzati e condivisi, sazia la fame delle moltitudini. Alla sua inesauribile Provvidenza affidiamo il presente e il futuro dei popoli che ho visitato in questo viaggio”. “E vi invito a pregare la Madonna perché benedica questi due Paesi: la Bulgaria e la Macedonia del Nord”, l’aggiunta a braccio.

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