Papa Francesco: udienza, “come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità”

foto SIR/Marco Calvarese

“Come cristiani, la nostra vocazione e missione è essere segno e strumento di unità, e possiamo esserlo, con l’aiuto dello Spirito Santo, anteponendo ciò che ci unisce a ciò che ci ha diviso o ancora ci divide”. Con queste parole il Papa ha commentato uno dei momenti del viaggio in Bulgaria: l’incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo, definito “un passo avanti sulla via della fraternità”. “Sono rientrato ieri sera da un viaggio apostolico di tre giorni che mi ha condotto in Bulgaria e in Macedonia del Nord”, ha esordito Francesco, che durante la catechesi dell’udienza di oggi ne ha ripercorso le tappe: “Ringrazio Dio per avermi concesso di compiere queste visite, e rinnovo la mia gratitudine alle autorità civili di questi due Paesi che mi hanno accolto con grande cortesia e disponibilità. Ai vescovi e alle rispettive comunità ecclesiali va il mio grazie più cordiale, per il calore e la devozione con cui hanno accompagnato il mio pellegrinaggio. In Bulgaria mi ha guidato la memoria viva di San Giovanni XXIII, che in quel Paese fu inviato nel 1925 come visitatore e quindi delegato apostolico”, ha ribadito Francesco: “Animato dal suo esempio di benevolenza e di carità pastorale, ho incontrato quel popolo, chiamato a fare da ponte tra Europa centrale, orientale e meridionale; col motto ‘Pacem in terris’ ho invitato tutti a camminare sulla via della fraternità; e su questa via, in particolare, ho avuto la gioia di compiere un passo avanti nell’incontro con il patriarca della Chiesa ortodossa bulgara Neofit e i membri del Santo Sinodo”.

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