Irlanda: commemorazione rivolta di Pasqua 1916. Mons. Farrell, interrompere il ciclo di violenze e ritorsioni con “tentativi di riconciliazione”

Celebrazioni oggi in Irlanda per commemorare la “rivolta di Pasqua” del 1916 e la memoria di “tutti coloro il cui sacrificio ha reso possibile la nostra libertà presente” ha detto il vescovo Dermot Farrell (Ossory) stamane nella celebrazione ad Arbour Hill, cimitero militare a Dublino. Commentando le letture, il vescovo ha esortato a non “piegare gli eventi della Settimana di Pasqua del 1916 nel tentativo di rivendicare la legittimità di una spietata campagna di atti indiscriminati di violenza e omicidio”, ma ad usare “un’altra logica”. “Nel nostro mondo c’è un ciclo apparentemente infinito di violenza e ritorsioni”, dai bambini piccoli alle grandi nazioni, ma “cosa succede quando qualcuno lo interrompe e fa un tentativo di riconciliazione?”. Questo è stato l’Accordo del Venerdì Santo, perché “permette a una generazione di non assistere agli orrori della violenza, ma cogliere i benefici della pace”. Il vescovo ha incoraggiato a “impegnarsi nel presente” e a guardare al mondo “da un’ottica diversa, di servizio, sostegno, sacrificio”. “La grande sfida”, oggi come nel 1916, è “creare una società che consenta a tutti i suoi cittadini di prosperare nell’uguaglianza” e con i diritti fondamentali espressi nel “Proclama” di allora e che “i rifugiati e i migranti che arrivano sulle nostre coste, vengono a cercare per se stessi”. Il vescovo ha concluso chiedendo a Dio di “rafforzare il nostro coraggio affinché agiamo per amore verso gli amici e gli estranei, anche se può costarci caro”.

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