Corridoi umanitari: Impagliazzo (Sant’Egidio), “il premier Conte è favorevole a ipotesi da Libia ma ancora nessuna risposta formale”

“Sappiamo che il premier Giuseppe Conte è favorevole all’ipotesi dei corridoi umanitari europei dalla Libia, facendo arrivare 50.000 richiedenti asilo in due anni. L’Italia dovrebbe farsi carico di 2.500 persone il primo anno. I due ministeri dell’Interno e degli Esteri stanno studiando le proposte. Ma ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta formale”. Lo ha detto oggi Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, parlando ai giornalisti della Sala Stampa estera a Roma. Il riferimento è alla lettera dello scorso 29 aprile indirizzata al presidente del Consiglio dalla Comunità di Sant’Egidio insieme alla Federazione delle Chiese evangeliche, nella quale propongono, visto l’inasprimento del conflitto in Libia, di realizzare una iniziativa umanitaria europea “per salvare una parte dei richiedenti asilo che attualmente si trovano in centri considerati da tutti gli osservatori internazionali, incapaci di garantire, pur minimamente, il rispetto dei diritti umani”. La modalità sarebbe quella già sperimentata con successo dei corridoi umanitari: dal dicembre 2015 all’aprile 2019, in partenariato con la Fcei e con la Conferenza episcopale italiana (che agisce tramite Caritas e Migrantes), e con le Chiese di Belgio, Francia e Andorra, sono arrivati in Europa, tramite i corridoi umanitari, 2.480 persone. Di questi, “solo una cinquantina non sono rimasti in Italia perché volevano raggiungere i familiari in nord Europa”. Tutti hanno avuto lo status di rifugiati. In Italia sono 2.014, in Francia 309, in Belgio 150 e in Andorra 7. Tra le 2.480 persone, 1.516 provengono dai campi in Libano (tra cui 24 dall’isola di Lesbo) e il 90% sono nuclei familiari, 564 sono minori. Dai campi profughi in Etiopia sono arrivati 476 profughi, più 22 da Turchia e Giordania. “Il finanziamento di questi corridoi – ha precisato Impagliazzo – è stato totalmente a carico degli enti proponenti, senza nessun onere da parte dello Stato. L’unica spesa sostenuta non supera i 15.000 euro, per l’assunzione temporanea di un paio di persone al consolato italiano a Beirut, per facilitare l’accesso delle persone ai visti”. Diverso sarebbe il caso dei corridoi umanitari europei dalla Libia: “Noi abbiamo la volontà politica e umana ma stavolta chiediamo al governo un sostegno anche finanziario. Sono circa 200.000 le persone che stanno soffrendo nei campi in Libia. Proponiamo che il primo anno entrino in Europa 25.000 persone”.

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