Cause dei santi: nel pomeriggio in Vaticano messa del card. Becciu per il 50° anniversario

Oggi la Congregazione per le Cause dei Santi compie 50 anni. Per celebrare l’importante anniversario il cardinale prefetto, Angelo Becciu, presiederà nel pomeriggio, alle 17, una celebrazione eucaristica all’altare della Cattedra. “Sicuramente, il bilancio di questi decenni di attività della Congregazione è positivo, anzi, sorprendente”, dichiara il card. Becciu in un’intervista pubblica sul sito web della Congregazione, di cui a breve è atteso un restyling: “Lo snellimento delle procedure ha permesso di aumentare il numero delle persone proposte alla venerazione dei fedeli. Persone provenienti da tutti i continenti e appartenenti a tutte le categorie del popolo di Dio: sacerdoti, consacrati, madri o padri di famiglie, giovani, e via dicendo”. Questo periodo, riferisce il porporato, “ha visto il dicastero impegnato anche nell’approfondimento di alcune importanti problematiche, emerse con particolare attualità dopo il Concilio Vaticano II, tra le quali la beatificazione degli adolescenti o di coloro che hanno partecipato alle azioni belliche, ma si sono anche distinti nella vita per comportamenti coerenti con il Vangelo. Inoltre si sono fissati i criteri per la concessione ai santi del titolo di dottore della Chiesa universale e la definizione dell’offerta della vita come nuova via per la beatificazione, distinta da quella del martirio o dell’eroicità delle virtù”. Perché la Chiesa canonizza i santi? “È tradizione antica nella Chiesa”, risponde Becciu: “Fin dai primi tempi, quando si spargeva la voce di qualche martire o di qualche persona che aveva vissuto in maniera esemplare il Vangelo, li si proponeva come modelli di vita a tutto il popolo e come intercessori presso Dio nelle necessità dei credenti. Essa è stata una costante che ha attraversato tutti i secoli. Si può discutere sul procedimento, sulle varie procedure applicate lungo la storia per dichiarare la santità di una persona, ma il fulcro fondamentale è che la Chiesa ha creduto sempre alla raggiungibilità della santità da parte dei suoi membri e che questi dovevano essere conosciuti e proposti alla venerazione pubblica”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Europa