Brasile: vescovi, no a “liberalismo esasperato e perverso”. Allarme su corruzione, disoccupazione e violenza

I vescovi del Brasile, riuniti ad Aparecida nell’assemblea generale della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile, hanno diffuso ieri un messaggio al popolo brasiliano, nel quale prendono posizione sulle principali questioni di attualità sociale. Nel documento, i vescovi avvertono che “l’opzione per un liberismo esasperato e perverso, che svuota lo Stato quasi al punto di eliminarlo, ignorando così le politiche sociali d’importanza vitale per la maggior parte della popolazione, favorisce l’aumento della disuguaglianza e la concentrazione di reddito a livelli intollerabili, rendendo i ricchi sempre più ricchi a spese dei poveri, che diventano sempre più poveri”.
Altra piaga sociale è la corruzione, profondamente radicata in numerose strutture del Paese, che è “una delle cause della povertà e dell’esclusione sociale”, sviando importanti risorse che potrebbero essere destinate all’educazione, alla salute, all’assistenza sociale. Il documento richiama l’attenzione anche sui gravi problemi che i brasiliani stanno vivendo sulla propria pelle, come l’aumento della disoccupazione, “un’altra piaga sociale, che supera il livello di 13 milioni di brasiliani, a cui vanno aggiunti i 28 milioni di lavoratori sotto-impiegati”, secondo i dati ufficiali. Tutto ciò “dimostra che le misure adottate finora sono state inefficaci”. Viene inoltre rivolto un appello a rispettare i diritti dei lavoratori.
La violenza, sottolinea il messaggio, raggiunge livelli insopportabili: “Alle nostre orecchie di pastori arriva il grido delle madri che seppelliscono i loro giovani figli assassinati, le famiglie che hanno perso i loro cari e tutte le vittime di un sistema che sfrutta e disumanizza le persone, nel dominio dell’indifferenza. I femminicidi, la situazione delle carceri e la criminalizzazione di coloro che difendono i diritti umani richiedono azioni vigorose a favore della vita e della dignità umana”. Un allarme viene anche lanciato sul crescente sfruttamento delle terre indigene.
Il documento avverte che “il vero discepolo di Gesù sarà sempre per l’amore, il dialogo e la riconciliazione, modi efficaci per rispondere alla violenza e alla mancanza di sicurezza”. E sulle riforme politiche, fiscali e previdenziali, i vescovi segnalano che esse “possono essere legittime solo se fatte in vista del bene comune, mediante la partecipazione popolare e avendo presenti, in primo luogo, i poveri”. Concludono i vescovi: “Il Brasile che vogliamo emergerà dall’impegno di tutti i brasiliani verso i valori che hanno il Vangelo come fonte di vita, giustizia e amore”.

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