Turchia: Jagland (Consiglio d’Europa), occorre “un processo elettorale che fornisca garanzie democratiche”

(Strasburgo) “La decisione del Consiglio elettorale supremo può potenzialmente danneggiare in modo grave la fiducia degli elettori turchi nelle autorità elettorali”. Lo scrive oggi il segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland, a commento della decisione dell’istituzione turca di accogliere il ricorso per presunti brogli in occasione delle amministrative del 31 marzo scorso a Istanbul, presentato dalle forze a sostegno del presidente Recep Erdogan, e quindi di autorizzare a una ripetizione del voto che aveva portato alla vittoria il candidato dell’opposizione Ekrem Imamoglu. “Sottolineiamo che le condizioni necessarie per elezioni libere ed eque devono essere verificate prima del giorno delle elezioni e non dopo”, scrive Jagland. “Il popolo turco merita un processo elettorale che fornisca garanzie democratiche, tra cui un quadro giuridico affidabile e stabile per le elezioni”. Jagland rimanda al Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa, l’unico organismo internazionale che aveva monitorato le elezioni del 31 marzo e che ieri, per bocca del presidente Anders Knape, aveva dichiarato che “le obiezioni formulate dal partito al governo contro le liste elettorali di alcuni distretti di Istanbul, sulla base di presunte irregolarità, sono arrivate dopo la scadenza legale” prevista dalla legge elettorale turca per la presentazione di ricorsi.
Inoltre Knape afferma di aver “ricevuto rapporti su pressioni esercitate dal governo sul Consiglio elettorale supremo per decidere in favore di una replica delle elezioni locali a Istanbul”. Da qui “grande preoccupazione” e l’esortazione alle “autorità turche a fare tutto il possibile per ripristinare le garanzie del processo elettorale”.

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