Sblocca cantieri: Libera, “delinea possibili scenari di corruzione futura e infiltrazioni di imprese mafiose”

Non sblocca cantieri, ma sblocca tangenti. A liquidare in questi termini il decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri il 18 aprile scorso: “non decreto sblocca cantieri, ma sblocca tangenti” che potrebbe delineare uno scenario simile “all’Eden della corruzione futura e delle infiltrazioni di imprese mafiose”, è Alberto Vannucci (ufficio di presidenza di Libera e professore di Scienze politica all’Università di Pisa). Nel provvedimento, avverte l’esperto in una nota, si intravvedono “otto punti che ne svelano la natura potenzialmente criminogena: innalzamento a 200 mila euro della soglia finora prevista per procedure negoziate e affidamenti diretti di lavori senza gara, previa ‘consultazione di tre operatori’; ritorno in pompa magna del prezzo più basso per lavori fino alla soglia europea di 5,5 milioni di euro”,  meccanismo “da sempre pane quotidiano dei cartelli di imprenditori che truccano le gare; percentuale più elevata, fino al 50%, di lavori liberamente subappaltati dalla ditta vincitrice”. E ancora, si legge nella nota: “abolizione delle linee guida dell’Autorità anticorruzione, sostituite da un regolamento governativo”reintroduzione dell’appalto integrato, “ossia quelle gare in cui sono i costruttori a farla da padroni proponendo progetti definitivi ed esecutivi”; “eliminazione dell’albo dei direttori e dei lavori negli appalti affidati da contraenti generali – azzerando ogni qualifica per i professionisti incaricati; cancellazione del divieto di affidare lavori in subappalto a imprese partecipanti alla gara”; moltiplicazione “a discrezione dell’esecutivo di figure commissariali straordinarie con poteri in deroga alla legislazione ordinaria e allo stesso codice degli appalti”. Per Vannucci, si tratta del “modello criminale della ‘cricca della protezione civile’ innalzato all’ennesima potenza”.

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