Papa in Macedonia: messa a Skopje, “metterci in cammino, in movimento, in uscita”, come Madre Teresa

“Metterci in cammino, in movimento, in uscita”. È questa, per il Papa, l’unica cosa che ci chiede il Signore. Si tratta, ha spiegato Francesco nell’omelia della Messa in piazza Macedonia, di “un venire che non significa solo spostarsi da un posto all’altro, bensì la capacità di lasciarci smuovere, trasformare dalla sua Parola nelle nostre scelte, nei sentimenti, nelle priorità per avventurarci a fare i suoi stessi gesti e parlare col suo stesso linguaggio, il linguaggio del pane che dice tenerezza, compagnia, dedizione generosa agli altri, amore concreto e palpabile perché quotidiano e reale”. “In ogni Eucaristia – ha ricordato il Papa – il Signore si spezza e si distribuisce e invita anche noi a spezzarci e distribuirci insieme a Lui e a partecipare a quel miracolo moltiplicatore che vuole raggiungere e toccare ogni angolo di questa città, di questo Paese, di questa terra con un poco di tenerezza e di compassione. Fame di pane, fame di fraternità, fame di Dio”. “Come conosceva bene tutto questo Madre Teresa, che ha voluto fondare la sua vita su due pilastri: Gesù incarnato nell’Eucaristia e Gesù incarnato nei poveri!”, ha esclamato Francesco: “Amore che riceviamo, amore che doniamo. Due pilastri inseparabili che hanno segnato il suo cammino, l’hanno messa in movimento, desiderosa anch’essa di placare la sua fame e la sua sete. È andata dal Signore e nello stesso atto è andata dal fratello disprezzato, non amato, solo e dimenticato; è andata dal fratello e ha trovato il volto del Signore… Perché sapeva che amore di Dio e amore del prossimo si fondono insieme: nel più piccolo incontriamo Gesù stesso e in Gesù incontriamo Dio, e quell’amore era l’unica cosa capace di saziare la sua fame”. “Oggi il Signore Risorto continua a camminare in mezzo a noi, là dove passa e si gioca la vita quotidiana”, ha concluso il Papa: “Conosce la nostra fame e ci dice ancora: ‘Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete’. Incoraggiamoci a vicenda ad alzarci in piedi e a sperimentare l’abbondanza del suo amore; lasciamo che Egli sazi la nostra fame e sete nel sacramento dell’altare e nel sacramento del fratello”.

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