Jean Vanier: il ricordo dei vescovi francesi, “compassione e tenerezza sono stati il motore della sua vita”

“Si dice spesso che io sono il fondatore, ma sono semplicemente il primo arrivato!”. Con questa frase che rivela tutta la sua straordinaria umiltà, i vescovi francesi aprono un lungo profilo dedicato a Jean Vanier nel giorno in cui il fondatore de L’Arche si è spento. Da qualche mese, Jean Vanier era in cure palliative alla “Maison Jeanne Garnier” (Parigi) dove nella notte è morto. La Francia si stringe oggi nel dolore per la perdita di questo “gigante” dell’amore per i più piccoli. Nel Paese L’Arche conta 36 comunità, dove in uno stile di vita condivisa vivono circa 1.800 persone tra portatori di handicap e volontari che li accompagnano, “Jean Vanier è morto”, scrive in un tweet mons. Olivier Ribadeau Dumas, portavoce e segretario generale della Conferenza episcopale francese. “Rendiamo grazie per la testimonianza di prossimità che ha lasciato con i più fragili tra noi. Compassione e tenerezza sono stati il motore della sua vita. Ci ricorda che siamo tutti amati per quello che siamo”. Il vescovo ausiliare di Lione, mons. Emmanuel Gobilliard definisce Vanier “volto di una Chiesa povera per i poveri” e “sguardo di compassione nel quale si possono leggere tutti i nomi di coloro che sono stati accolti”.

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