Diocesi: mons. Fumagalli (Viterbo), “ascoltare la voce della coscienza, che invita al rispetto per la persona e la comunità”

Il Vangelo delle Beatitudini secondo Matteo ha accompagnato la preghiera ieri sera nel santuario di Santa Rosa a Viterbo, a conclusione della marcia silenziosa “Viterbo alza la testa” in risposta agli episodi di violenza consumatisi in città nelle ultime settimane, a cui ha partecipato anche il vescovo mons. Lino Fumagalli e hanno aderito le realtà cattoliche del territorio. “Ci impegniamo tutti ad essere costruttori di un mondo non violento in famiglia, a scuola, negli ambienti di svago, nelle relazioni – ha affermato il vescovo nella sua riflessione –. Vogliamo essere costruttori di una società fondata sul rispetto della persona e di quei valori della coscienza che tutti sentiamo nella mente e nel cuore e ci chiamano alla non violenza. Ognuno sente dentro di sé una voce che dice: ‘Sei fatto per fare il bene e sei fatto per evitare il male’”. Dopo aver sottolineato l’importanza di una presenza maggiore delle forze dell’ordine in funzione educativa e preventiva, mons. Fumagalli ha insistito sulla necessità di “creare uno stile di vita diverso: ascoltare la logica della coscienza e rispettare la comunità. Purtroppo oggi dominano paura e rabbia, che sono sempre cattive consigliere. Vanno esorcizzate con una presenza attenta e solidale come comunità, convinta e impegnata nel rispetto di tutti e di ciascuno”. E ha concluso: “Chiediamo a santa Rosa che ci aiuti e ci sostenga nell’unico cammino possibile per un futuro migliore, che ci auguriamo tutti e ci impegniamo tutti a costruire”.

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