Diocesi: mons. Lojudice (arcivescovo eletto Siena), “scendere dai ‘piedistalli di argilla’, per servire prima di essere serviti”

“Noi preti per primi dobbiamo scendere dai “piedistalli di argilla” dove qualche volta saliamo con il rischio di precipitare rovinosamente a terra, per servire prima di essere serviti”. Lo ha detto questa mattina mons. Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo eletto di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, commentando la sua nomina resa pubblica oggi. “Il Signore mi fa la sua chiamata, ancora una volta”, ha sottolineato ricordando i tanti “provvidenziali motivi e spunti di comunione” tra Roma e Siena, sin dalle origini delle due città. Nel ringraziare quanti lo hanno sinora accompagnato nel suo ministero sacerdotale ed episcopale, mons. Lojudice ha ringraziato in particolare don Luciano Pascucci, che “mi ha fatto scoprire e conoscere Gesù e il Vangelo fin da bambino”. “Siamo fatti tutti di una comune umanità, tutti, come si dice in una battuta comune, “sulla stessa barca” – ha riflettuto –. Questa consapevolezza mi ha spinto sempre più a superare e a far superare barriere, ostacoli, muri che spesso si ergono tra le persone; a capire che la nostra vocazione e la nostra vita sacerdotale sono “impastate” con quella della gente a cui siamo mandati, che non sono prima alcuni o prima altri, vicino o lontani, bianchi o neri, ma tutti”. Infine “il saluto al popolo rom della città di Roma, in un momento storico molto delicato, in cui il rischio di discriminazione sociale è molto alto, anche all’interno della Chiesa”.

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