Papa in Bulgaria: saluto al Santo Sinodo, giovani non diventino preda delle “tante sirene ingannevoli della società di consumi”. Essere “artefici di comunione”

“Quant’è importante, nel rispetto delle rispettive tradizioni e peculiarità, aiutarci e trovare modi per trasmettere la fede secondo linguaggi e forme che permettano ai giovani di sperimentare la gioia di un Dio che li ama e li chiama! Altrimenti saranno tentati di prestare fiducia alle tante sirene ingannevoli della società dei consumi”. Nella parte centrale del saluto al Santo Sinodo bulgaro, il Papa ha citato il tema dei giovani come una delle urgenze della nuova evangelizzazione. Poi Francesco è tornato a citare i santi Cirillo e Metodio, che “hanno molto da dirci anche per quanto riguarda l’avvenire della società europea”: “Sono stati in un certo senso i promotori di un’Europa unita e di una pace profonda fra tutti gli abitanti del continente, mostrando le fondamenta di una nuova arte di vivere insieme, nel rispetto delle differenze, che non sono assolutamente un ostacolo all’unità”, ha detto Francesco sulla scorta di Giovanni Paolo II. “Anche noi, eredi della fede dei Santi, siamo chiamati ad essere artefici di comunione, strumenti di pace nel nome di Gesù”, l’invito alla Bulgaria, “crocevia spirituale, terra di incontro e di reciproca comprensione”, dove “hanno trovato accoglienza varie confessioni, da quella armena a quella evangelica, e diverse espressioni religiose, da quella ebraica a quella musulmana”. “Anche nei nostri rapporti, i Santi Cirillo e Metodio ci ricordano che una certa diversità di usi e consuetudini non si oppone minimamente all’unità della Chiesa e che tra Oriente e Occidente le varie formule teologiche non di rado si completano, piuttosto che opporsi”, le parole dedicate all’ecumenismo: “Quante cose possiamo imparare gli uni dagli altri!”. “Tra poco avrò la possibilità di entrare nella Cattedrale Patriarcale di Sant’Aleksander Nevskij per sostare in preghiera nel ricordo dei Santi Cirillo e Metodio”, ha annunciato Francesco a proposito della prossima tappa della visita: “Sant’Aleksander Nevskij, della tradizione russa, e i Santi fratelli, provenienti dalla tradizione greca e apostoli dei popoli slavi, rivelano quanto la Bulgaria sia un Paese-ponte”. Dopo la visita al patriarca e al Santo Sinodo, il Papa si trasferisce alla cattedrale patriarcale di San Alexander Nevsky, per la preghiera silenziosa, in privato, davanti al trono dei Santi Cirillo e Metodio. Subito dopo reciterà l’Angelus nella piazza all’estero della cattedrale.

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