Custodia del creato: Stocchiero (Focsiv), “politiche europee a tutela biodiversità sono insufficienti”

Dal rapporto 2019 realizzato da Focsiv-Coldiretti, “I padroni della terra”, è emerso come “le colture intensive governate dalla finanza internazionale alterino sempre di più la biodiversità nel mondo. Un fenomeno che si svolge al di sopra dei diritti, dei bisogni delle comunità locali e che si concretizza attraverso l’acquisto, l’espropriazione di terreni per grandi piantagioni o per lo sfruttamento di risorse naturali”. Lo ha dichiarato, Andrea Stocchiero, responsabile policy e advocacy Focsiv, a Roma, durante il XVI Seminario di studio sulla Custodia del creato, promosso dalla Cei in collaborazione con la Confederazione nazionale Coldiretti. Il seminario, inserito per la prima volta nel programma nazionale del Festival dello sviluppo sostenibile, esamina a partire da una prospettiva teologica, la rilevanza delle foreste come importante fonte di biodiversità. “Il caso più noto – ha precisato – quello dell’olio di Palma, ma anche la coltivazione della soia destinata soprattutto ai Paesi europei, per alimentare gli allevamenti o per fare biocarburante. Immense monoculture che stanno distruggendo il capitale naturale. Un problema che affonda le sue radici nel fatto che le leggi internazionali non vengono applicate per interessi incrociati tra Stati”. Stocchiero, a margine del convegno, ha parlato delle politiche dell’Europa a favore della biodiversità, affermando che “sono ancora insufficienti”, e del caso dell’Amazzonia, in vista del Sinodo di ottobre: “Da millenni le popolazioni indigene tutelano i nostri polmoni. Sono comunità che vivono grazie alla simbiosi con l’ambiente che le circonda. Il fatto che siano sempre più spesso minacciate da governi e multinazionali fa sì che queste foreste vengano sfruttate in maniera insostenibile. Quindi difendere questi popoli significa difendere tutti noi”.

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