Politica: Dureghello (Comunità ebraica Roma), “quando è incapace di dare risposte, utilizza la parola per generare odio”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“I valori che dovrebbero essere ineluttabili, oggi sono messi in pericolo perché la parola è diventata un oggetto per muovere le coscienze, per spostare l’opinione pubblica e per generare odio”. Lo ha denunciato Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma, per la quale “quando la politica è incapace di dare risposte, utilizza la parola in forma di minaccia per generare odio, differenze, fondandola sulla cattiva informazione, sulla diffusione di messaggi non corretti o su una visione parziale di quella che è la realtà”. Di fronte a “parole che si alimentano sui social con una velocità incontrollabile” e al fatto che la “necessità di individuare nemico unisce”, c’è “bisogno di fatti concreti”, ha sottolineato Dureghello, che è intervenuta alla presentazione della “Carta di Assisi”, il primo manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre.
“Dobbiamo imparare la lezione dalla storia per ricordare l’importanza della parola, con cui si può salvare una vita, ma anche uccidere”, ha fatto eco Saleh Ramadan Elsayed, Imam della Grande Moschea di Roma, evidenziando che “la parola deve essere usata come base di un dialogo fondato su rispetto della diversità”. Perché, ha concluso, “quello che ci unisce è più profondo di quello che ci divide”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo