Leonardo da Vinci: p. Pani (Civiltà Cattolica), “emblema di ‘omo universale’ e uomo di infinito”

A cinquecento anni dalla scomparsa di Leonardo da Vinci, avvenuta il 2 maggio 1519, “molti sono ancora i misteri da svelare legati a uno dei protagonisti del Rinascimento italiano e della storia dell’umanità”. Lo sottolinea p. Giancarlo Pani, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, che in un articolo pubblicato sul numero di maggio della rivista dei gesuiti, definisce Leonardo “l’emblema di ‘omo universale’”. Leonardo, spiega, “è davvero un genio del mondo moderno, l’uomo della sintesi e dell’unità del sapere, appunto un ‘omo universale’, ma anche l’uomo dell’analisi, dell’approfondimento rigoroso e sistematico, che studia l’intima relazione tra l’essere umano, la natura e il cosmo”. Secondo p. Pani, Leonardo è “lo scienziato, l’osservatore analitico (dai processi naturali fino ai cadaveri), l’uomo delle atmosfere e dei suoi effetti, sperimentatore di ogni tipo di movimento, utopista nelle sue invenzioni, creatore con il gusto di creare e ricreare continuamente congegni, anche inutili”. “Le sue opere sono spesso incompiute o sfumate, perché non sono mai nettamente definite, ma sempre in lavorazione”, ricorda il gesuita sottolineando che se “Michelangelo sembra essere l’uomo dello spirito”, Leonardo “sembra essere l’uomo dagli spazi ariosi”. “Entrambi – conclude – uomini di infinito”.

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