Ue: Coldiretti, accordo con Mercosur è primo test difesa Made in Italy. No a contraffazioni, sì a sicurezza alimentare

Il primo banco di prova dei nuovi equilibri politici dell’Unione europea è la trattativa commerciale con i Paesi del mercato comune dell’America meridionale di cui fanno parte Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (Mercosur) che rischia di affossare l’agricoltura e il Made in Italy. È quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che immediatamente dopo la chiusura delle urne si tiene a Bruxelles il Consiglio affari esteri dell’Ue che potrebbe aprire a nuove concessioni nell’ambito dei negoziati per una area di libero scambio con i Paesi del Mercosur. A preoccupare sono le agevolazioni concesse a prodotti come la carne dal Brasile ma anche il rischio di legittimare il falso Made in Italy nel mondo. Nel negoziato – denuncia Coldiretti – su un totale di 297 denominazioni italiane Dop/Igp riconosciute dall’Ue è stata proposta una lista di appena 57 tipicità da tutelare ma su molte sono state già presentate opposizioni, a partire dal parmigiano reggiano. Il risultato è che rischiano di essere tutelate meno del 10% delle specialità Made in Italy – continua Coldiretti –, assicurando così il benestare Ue in una realtà dove la produzione locale del falso è già tra i più fiorenti del mondo”. Oltre alla questione del vino, Coldiretti lancia un allarme sull’apertura all’arrivo in Europa di grandi quantitativi di carne bovina dai paesi sudamericani, dopo il più grande scandalo mondiale sulla carne avariata che ha coinvolto proprio il Brasile. Si parla di un contingente di 90mila tonnellate tenendo conto che i Paesi del Mercosur non rispettano gli standard produttivi e di tracciabilità oggi vigenti in Italia e nel Vecchio Continente. Il manzo refrigerato e il pollame dal Brasile si sono classificati, per i casi di  Escherichia Coli-Shigatoxin, nella top ten dei cibi più pericolosi per il numero di allarmi alimentari. Per il presidente di Coldiretti Ettore Prandini “è anche necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti  in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute”.

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