San Pardo: mons. De Luca (Termoli), “festa che aiuta a dimenticare le inimicizie”

“La frammentazione della nostra vita e la contrapposizione della vita sociale sono frutto dell’assenza di Dio e di uno sguardo unitario”. Lo ha detto il vescovo di Termoli-Larino, mons. Gianfranco De Luca, nell’omelia della messa nella concattedrale di Larino, ieri, nella festa di san Pardo, indicando in tre passaggi la “consegna” per la vita personale e comunitaria della diocesi. Il presule ha indicato anzitutto “la centralità della domenica come giorno del Signore”: “Grazie alla celebrazione eucaristica siamo chiamati a osservare ogni cosa con lo sguardo di Dio per riunificare la nostra esistenza personale e sociale”. Dal vescovo l’incoraggiamento a vivere la devozione per il santo “in modo vero e profondo e celebrando ogni domenica il giorno del Signore per entrare sempre più in sintonia con lo sguardo di Dio proiettandolo su se stessi e in ogni relazione”. Poi, l’attenzione si è spostata sul “primato della Parola nella nostra vita”: “Per entrare dentro questo sguardo bisogna ascoltare e seguire la sua Parola. Non a caso San Pardo è santo perché ha osservato la Parola e si è reso luogo dove Dio ha abitato e ha anche condiviso la sua vita di cristiano realizzato con segni e testimonianza per tutti”. Altrimenti “la devozione non è tale ma fa solo parte delle devozioni che riempiono la vita ma non la trasformano”. Infine, la pace interiore e nelle relazioni “che nasce come conseguenza della celebrazione della domenica come giorno del Signore, dall’assumere lo sguardo di Dio nella nostra vita e dall’ascolto attivo della Parola”. “Se si pensa che in questa festa così bella e partecipata tutti si salutano e si dimenticano delle inimicizie – ha concluso mons. De Luca – non bisogna certo riprenderle dal giorno successivo perché, a questo punto, non avremmo fatto spazio alla Parola di Dio”.

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