Papa Francesco: migranti vittime del “grande inganno dello sviluppo tecnologico e consumistico senza limiti”. “Accogliere, promuovere, proteggere e integrare” è “missione della Chiesa”

“La risposta alla sfida posta dalle migrazioni contemporanee si può riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Lo ribadisce il Papa, al termine del Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, in cui puntualizza che i quattro verbi “non valgono solo per i migranti e i rifugiati”, ma “esprimono la missione della Chiesa verso tutti gli abitanti delle periferie esistenziali, che devono essere accolti, protetti, promossi e integrati”. “Se mettiamo in pratica questi verbi, contribuiamo a costruire la città di Dio e dell’uomo, promuoviamo lo sviluppo umano integrale di tutte le persone e aiutiamo anche la comunità mondiale ad avvicinarsi agli obiettivi di sviluppo sostenibile che si è data e che, altrimenti, saranno difficilmente raggiunti”, assicura Francesco, secondo il quale “non è in gioco solo la causa dei migranti, non è solo di loro che si tratta, ma di tutti noi, del presente e del futuro della famiglia umana”. “I migranti, e specialmente quelli più vulnerabili, ci aiutano a leggere i segni dei tempi”, la tesi del Papa: “Attraverso di loro il Signore ci chiama a una conversione, a liberarci dagli esclusivismi, dall’indifferenza e dalla cultura dello scarto. Attraverso di loro il Signore ci invita a riappropriarci della nostra vita cristiana nella sua interezza e a contribuire, ciascuno secondo la propria vocazione, alla costruzione di un mondo sempre più rispondente al progetto di Dio”. No, allora, al “grande inganno” dello “sviluppo tecnologico e consumistico senza limiti”, già stigmatizzato nella Laudato sé, del quale cadono vittima “molte persone innocenti”, che “si mettono in viaggio verso un ‘paradiso’ che inesorabilmente tradisce le loro aspettative”. La presenza dei migranti, “a volte scomoda, contribuisce a sfatare i miti di un progresso riservato a pochi, ma costruito sullo sfruttamento di molti”, avverte Francesco, esortando a “vedere nel migrante e nel rifugiato non solo un problema da affrontare, ma un fratello e una sorella da accogliere, rispettare e amare, un’occasione che la Provvidenza ci offre per contribuire alla costruzione di una società più giusta, una democrazia più compiuta, un Paese più solidale, un mondo più fraterno e una comunità cristiana più aperta, secondo il Vangelo”.

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