Mezzogiorno: Svimez, a Napoli un “Centro Innovazione e Tecnologia”

“Il Mezzogiorno ha bisogno, anzitutto, di fondate prospettive di lavoro per i suoi giovani e in particolare per i giovani talenti con elevati livelli formativi. Questa è la priorità assoluta per una nuova speranza e un futuro, ridando fiducia all’università, oltre che ai giovani e alle loro famiglie. I laureati oggi sono l’emblema della nuova emigrazione, che sta privando il Sud di una delle principali risorse strategiche, provocando un pesante danno sociale ed economico, destinato a incidere a lungo in modo determinante sulle sue possibilità di riscatto”. Lo afferma Riccardo Varaldo, emerito alla Scuola superiore Sant’Anna e promotore della Fondazione R&I (Ricerca e Imprenditorialità), autore del “Quaderno Svimez” dal titolo “Il problema del rinascimento dell’industria manifatturiera: la sfida del Mezzogiorno”, da cui nasce il seminario “Un’industria fondata sulla conoscenza: la nuova sfida del Mezzogiorno”, organizzato oggi da Svimez, in collaborazione con la Fondazione Ricerca, nella sede dell’Accademia nazionale dei Lincei.
L’ecosistema dell’innovazione nel Sud è strutturalmente debole. Per questo, la Fondazione R&I ha in fase di avanzata progettazione, d’intesa con Invitalia, la realizzazione del “Centro Innovazione e Tecnologia”, da localizzare a Napoli, con il supporto scientifico della Svimez e in collaborazione con l’Università Federico II e delle altre sette università, partecipanti al Centro di competenza MedTech 4.0. del Mise, con l’intento di farne un modello avanzato nel campo del trasferimento tecnologico.
Si tratta di un’iniziativa pilota a livello nazionale, ispirata a modelli di assoluto successo in campo europeo ed internazionale, con cui si vuole offrire al Mezzogiorno l’opportunità di entrare in sintonia e di adattarsi alle nuove, pressanti istanze di innovazione del sistema produttivo e imprenditoriale, determinate dalla spinta ondata tecnologica che è a base della nuova Rivoluzione industriale 4.0.
“Occorre una strategia di investimenti molto significativa e molto efficace – è il parere del presidente Svimez, Adriano Giannola – in quanto il problema non è la crescita ma lo sviluppo, che si fa con le politiche keynesiane dell’offerta. E lo sviluppo per l’Italia è il problema del Mezzogiorno. Questa politica degli investimenti si scontra con due elementi. Il primo è la difficoltà, nonostante gli stanziamenti, a trasformare questi ultimi in spesa. E ciò rinvia a un sistema complicatissimo, che evidentemente è una responsabilità della politica farvi fronte. Il secondo è l’attuazione operativa della clausola del 34%, che è stata introdotta con l’obiettivo di iniziare ad applicarla nel 2018, ma che ci auguriamo almeno sia applicabile per il 2019 e a seguire, pur sapendo che questa strada è molto complicata e difficile”.

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