Notizie Sir del giorno: dimissioni May, Papa e calcio, Russo su 8xmille, ricordo di Joaquin Navarro Valls, editing genetico

Regno Unito: May in lacrime annuncia le dimissioni per il 7 giugno. Rammarico per non aver portato a termine il Brexit

“Non lascio per cattiva volontà ma con enorme ed eterna gratitudine per aver potuto servire il Paese che io amo”. Con la voce rotta dal pianto Theresa May ha concluso la sua breve dichiarazione ai giornalisti di fronte al numero 10 di Downing Street, in cui ha annunciato che il 7 giugno terminerà il suo mandato come primo ministro e come leader del partito conservatore. “Ho fatto il meglio che ho potuto” per rispettare la decisione, “contraria alle nostre previsioni”, del popolo britannico di lasciare l’Ue. Ora “mi è chiaro che è nel migliore interesse del Paese che un nuovo primo ministro guidi lo sforzo” di portare a compimento Brexit. “Resterà per sempre motivo di profondo dispiacere non essere riuscita” a farlo. Chi le succederà dovrà trovare il “consenso”, che lei per tre volte non ha raggiunto; ma “si raggiungerà solo se tutti saranno disponibili al compromesso”. Il referendum era un invito a “un profondo cambiamento del nostro Paese per portarlo a essere un Paese che funziona veramente per tutti” e in questa linea si è mossa la politica della premier May e di cui ha brevemente elencato i successi. È stato “l’onore della mia vita”. (clicca qui)

Papa Francesco: a incontro “Il calcio che amiamo”, “è un gioco di squadra, non ci si può divertire da soli”

“Vedervi mi fa tornare alla mente ciò che amava ripetere ai suoi educatori San Giovanni Bosco, l’inventore degli oratori: ‘Volete i ragazzi? Buttate in aria un pallone e prima che tocchi terra vedrete quanti si saranno avvicinati!’”. È il saluto del Papa ai 6mila ragazzi, provenienti dalle regioni Lazio e Abruzzo, che affollano oggi l’Aula Paolo VI, in occasione dell’incontro “Il calcio che amiamo”, organizzato dal quotidiano sportivo “La Gazzetta dello Sport” in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur), dalla Federazione italiana giuoco calcio e dalla Lega Serie A. “Possiamo ben dirlo che dietro a una palla che rotola c’è quasi sempre un ragazzo con i suoi sogni e le sue aspirazioni, il suo corpo e la sua anima”, ha proseguito Francesco, facendo notare che “in un’attività sportiva non sono coinvolti solo i muscoli ma l’intera personalità di un ragazzo, in tutte le sue dimensioni, anche quelle più profonde. Infatti, di qualcuno che si sta impegnando molto, si dice: ‘sta dando l’anima’”. Lo sport , per il Papa, “è una grande occasione per imparare a dare il meglio di sé, con sacrificio e impegno, ma soprattutto non da soli”. “Viviamo in un tempo in cui, grazie anche alla presenza massiccia delle nuove tecnologie, è facile isolarsi, creare legami virtuali con tanti ma a distanza”, il monito di Francesco, secondo il quale “il bello di giocare con un pallone è di poterlo fare insieme ad altri, passandoselo in mezzo a un campo, imparando a costruire azioni di gioco, affiatandosi come squadra… Il pallone diventa un mezzo per invitare le persone reali a condividere l’amicizia, a ritrovarsi in uno spazio, a guardarsi in faccia, a sfidarsi per mettere alla prova le proprie abilità”. “Il calcio è un gioco di squadra, non ci si può divertire da soli!”, ha esclamato il Papa: “E se è vissuto così, può davvero far bene anche alla testa e al cuore in una società che esaspera il soggettivismo, cioè la centralità del proprio io, quasi come un principio assoluto”. (clicca qui)

Otto per mille: mons. Russo (Cei), “oltre 700 cantieri aperti in Italia, fondi per carità di alto profilo”

Sono “oltre 700 i cantieri aperti in Italia, che non sarebbero aperti se non ci fosse stato l’otto per mille, oltre ai fondi delle comunità e dello Stato”. Lo ha ricordato mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, che questa sera è intervenuto alla presentazione de “I soldi della Chiesa”, il volume scritto da Mimmo Muolo, vaticanista di Avvenire, ed edito dalle Paoline.  “Una parte dei fondi dell’otto per mille, circa 285 milioni di euro, vengono destinati agli interventi caritativi, ma una gran parte costituisce un investimento per la carità di alto profilo”, ha rilevato mons. Russo sottolineando che proprio grazie all’uso di questi fondi “migliaia di famiglie trovano sostentamento”. Non si tratta, ha chiarito, di “elemosina, ma di un sostegno alla dignità delle famiglie”. Inoltre, ha spiegato il segretario generale della Cei, “i fondi vengono usati attraverso una programmazione che permette di continuare a usare quei beni e di farli diventare patrimonio di tutti”. Le Chiese, infatti, “arricchiscono”, come dimostra quello che sta avvenendo nelle zone colpite dal terremoto dove oltre 3000 chiese sono state dichiarate inagibili e dove “la gente fa pressione perché si arrivi alla loro ricostruzione”. Sollecitato da una domanda della conduttrice Rai, Francesca Fialdini, che ha moderato l’incontro, mons. Russo ha fatto riferimento al Terzo Settore, evidenziando che si “rischia di mettere in difficoltà gli italiani, le associazioni e gli enti ecclesiastici a causa di una tassazione raddoppiata rispetto a quella attuale”. (clicca qui)

Elezioni europee: Repubblica Ceca e Irlanda al voto. A Dublino anche referendum sul divorzio. Le obiezioni della Chiesa

Oggi sono i cittadini irlandesi e della Repubblica ceca chiamati ad eleggere i proprio eurodeputati. Le urne nella Repubblica ceca si aprono oggi alle 14 e fino a domani alla stessa ora si voterà per designare 21 deputati europei (numero invariato anche in caso di Brexit). Nel 2014 erano andati alle urne i 18,7% degli aventi diritto. Nella Repubblica d’Irlanda i seggi sono aperti dalle 7 di stamane e fino alle 22 di stasera per eleggere 11 candidati più due riserve che entreranno in Parlamento se e quando il Regno Unito lascerà l’Ue. Nel 2014 l’affluenza era stata del 52,4%. Gli elettori irlandesi che andranno a votare saranno chiamati a esprimersi anche per il referendum sul divorzio, che in caso di approvazione darebbe al Parlamento la possibilità di legiferare per ridurre gli attuali 4 anni che una coppia deve attendere prima di vedere riconosciuto il proprio divorzio. “L’obiettivo del referendum proposto non è quello di sostenere il matrimonio, ma piuttosto di liberalizzare il divorzio. Per questo motivo è importante riflettere profondamente sulle implicazioni di questo referendum che cerca di accelerare lo scioglimento del matrimonio”, ha scritto in una dichiarazione sul referendum il vescovo Denis Nulty, presidente del Consiglio per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale irlandese. Occorrerebbe invece dare “sostegno e risorse per le coppie e le famiglie in preparazione e durante il matrimonio”, come “politiche socio-economiche” e “strategie formative di lungo periodo che promuovono valori come la fedeltà e l’impegno”. (clicca qui)

Athletica Vaticana: ai Giochi dei Piccoli Stati d’Europa. Storica “prima volta” per la Santa Sede

Athletica Vaticana sarà presente alla diciottesima edizione dei Giochi dei Piccoli Stati d’Europa che si svolgeranno nella Repubblica di Montenegro dal 27 maggio al 1° giugno. La prima associazione sportiva costituita in Vaticano, rappresentativa podistica ufficiale della Santa Sede, è stata invitata dal Comitato olimpico europeo e dal Comitato olimpico della Repubblica del Montenegro. Di “primo, simbolico passo verso una piena partecipazione degli atleti vaticani alle competizioni internazionali dove porteranno un messaggio concreto di amicizia, fraternità e lealtà per rilanciare i valori più autentici dello sport” parla il presidente, mons. Melchor Sánchez de Toca, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura, a cui la Segreteria di Stato ha affidato l’associazione. Con il presidente saranno in Montenegro il direttore tecnico Vittorio Di Saverio – storico coach del Gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, gemellato con Athletica Vaticana – e quattro atleti, due uomini e due donne. “Forte anche dell’esperienza in Montenegro – fa presente Sánchez de Toca – Athletica Vaticana intende procedere a piccoli passi a livello internazionale” . Obiettivo creare “ponti solidali e culturali tra i popoli”. Di qui la scelta di “privilegiare le competizioni di alto valore simbolico, come ad esempio i Giochi del Mediterraneo che nel 2021 si svolgeranno a Oran in Algeria. Oltretutto il vescovo di quella città, mons. Jean-Paul Vesco, è un ottimo maratoneta ed è già tesserato con la nostra squadra”. (clicca qui)

Joaquin Navarro Valls: p. Lombardi, “un grande maestro e amico”

“Un grande maestro e amico. Non un modello da imitare pedissequamente, ma un modello inarrivabile da cui trarre lezioni e al quale ispirarsi, cercando poi il proprio modo di interpretare e vivere la sua funzione”. Così padre Federico Lombardi, già direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha definito Joaquin Navarro Valls, al centro del libro “El Portavoz”, presentato questa sera in sala stampa vaticana. “Non avrei mai pensato di essere il successore di Navarro”, ha rivelato il gesuita: “Non è che mi trovassi perfettamente a mio agio, nel seguire un monumento della comunicazione, come è stato Navarro per 22 anni”. “Ho subito capito che non dovevo cercare di imitare Navarro: ho cercato di trovare il modo di rimodulare il mio servizio, conservando tutto quello che potevo del servizio meravigliosamente fatto da Joaquin e individuando formule che potessero rispecchiare il mio stile e il mio modo di comunicare”. “Non ho mai lavorato direttamente con lui nella stessa istituzione, sono stato un fruitore della sala stampa con i colleghi giornalisti”, ha esordito Lombardi, raccontando alcuni “momenti di incontro personali” con lui: “I viaggi sono stati un momento importante di incontro con Joaquin, per tanti di noi. Intorno al Papa, a parte la comunità dei giornalisti, c’era il gruppo più ristretto del seguito, che diventava una certa comunità in cui si superavano le formalità di diverse competenze e funzioni e ci si incontrava spontaneamente come persone. Ho conosciuto Navarro essenzialmente per questa via, quando ho cominciato ad andare ai viaggi del Papa nella seconda metà del pontificato come direttore di Radio Vaticana. Lì l’ho conosciuto come uomo nella sua spontaneità, molto amabile, molto piacevole, avvicinabile”. (clicca qui)

Editing genetico: Gambino (presidente), “opportunità e rischi. Argomentare in chiave umana ma in modo scientifico e fondato”

“Scienza & Vita si attesterà sempre più negli anni come un luogo di approfondimento scientifico e culturale” perché questi temi “richiedono capacità di entraci in modo scientifico e fondato. Questo è un luogo in cui tutti noi ci dobbiamo impegnare”. Così Alberto Gambino, prorettore dell’Università europea di Roma e presidente nazionale di Scienza & Vita, inaugurando oggi a Roma i lavori del XVII convegno nazionale dell’associazione intitolato “Editing genetico. Saremo davvero tutti perfetti?”. Obiettivo dell’appuntamento, esplorare il complesso – e ormai urgente – tema dell’editing genetico, ovvero la possibilità di modificare la sequenza del Dna delle nostre cellule. “Si tratta – prosegue Gambino – di sintonizzarci, come fa Papa Francesco, con l’umanità. Papa Francesco è un ponte verso l’umanità e il tema della cultura dello scarto per me è sempre un punto di riferimento”. Di qui il richiamo al recente incontro di una delegazione dell’associazione con il Pontefice e la sua esortazione ad “argomentare in chiave umana i temi che affrontiamo”. In questo orizzonte, il tema del fine vita “è fondamentale – prosegue il presidente di Scienza & Vita – tanto più oggi che abbiamo un’ordinanza problematica della Corte costituzionale che indica al Parlamento una strada che potrebbe significare l’introduzione in Italia dell’eutanasia. Un tema che coinvolge tutti non tanto per una visione ideologica ma con una visione legata ai temi della solidarietà” di fronte al rischio che passino “alcuni principi di autodeterminazione assoluta e diventino protocollo sanitario”. (clicca qui)

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