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Elezioni europee: Repubblica Ceca e Irlanda al voto. A Dublino anche referendum sul divorzio. Le obiezioni della Chiesa

(Bruxelles) Oggi sono i cittadini irlandesi e della Repubblica ceca chiamati ad eleggere i proprio eurodeputati. Le urne nella Repubblica ceca si aprono oggi alle 14 e fino a domani alla stessa ora si voterà per designare 21 deputati europei (numero invariato anche in caso di Brexit). Nel 2014 erano andati alle urne i 18,7% degli aventi diritto. Nella Repubblica d’Irlanda i seggi sono aperti dalle 7 di stamane e fino alle 22 di stasera per eleggere 11 candidati più due riserve che entreranno in Parlamento se e quando il Regno Unito lascerà l’Ue. Nel 2014 l’affluenza era stata del 52,4%. Gli elettori irlandesi che andranno a votare saranno chiamati a esprimersi anche per il referendum sul divorzio, che in caso di approvazione darebbe al Parlamento la possibilità di legiferare per ridurre gli attuali 4 anni che una coppia deve attendere prima di vedere riconosciuto il proprio divorzio. “L’obiettivo del referendum proposto non è quello di sostenere il matrimonio, ma piuttosto di liberalizzare il divorzio. Per questo motivo è importante riflettere profondamente sulle implicazioni di questo referendum che cerca di accelerare lo scioglimento del matrimonio”, ha scritto in una dichiarazione sul referendum il vescovo Denis Nulty, presidente del Consiglio per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale irlandese. Occorrerebbe invece dare “sostegno e risorse per le coppie e le famiglie in preparazione e durante il matrimonio”, come “politiche socio-economiche” e “strategie formative di lungo periodo che promuovono valori come la fedeltà e l’impegno”.

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