Editing genetico: Gambino (presidente), “opportunità e rischi. Argomentare in chiave umana ma in modo scientifico e fondato”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Scienza & Vita si attesterà sempre più negli anni come un luogo di approfondimento scientifico e culturale” perché questi temi “richiedono capacità di entraci in modo scientifico e fondato. Questo è un luogo in cui tutti noi ci dobbiamo impegnare”. Così Alberto Gambino, prorettore dell’Università europea di Roma e presidente nazionale di Scienza & Vita, inaugurando oggi a Roma i lavori del XVII convegno nazionale dell’associazione intitolato “Editing genetico. Saremo davvero tutti perfetti?”. Obiettivo dell’appuntamento, esplorare il complesso – e ormai urgente – tema dell’editing genetico, ovvero la possibilità di modificare la sequenza del Dna delle nostre cellule. “Si tratta – prosegue Gambino – di sintonizzarci, come fa Papa Francesco, con l’umanità. Papa Francesco è un ponte verso l’umanità e il tema della cultura dello scarto per me è sempre un punto di riferimento”. Di qui il richiamo al recente incontro di una delegazione dell’associazione con il Pontefice e la sua esortazione ad “argomentare in chiave umana i temi che affrontiamo”. In questo orizzonte, il tema del fine vita “è fondamentale – prosegue il presidente di Scienza & Vita – tanto più oggi che abbiamo un’ordinanza problematica della Corte costituzionale che indica al Parlamento una strada che potrebbe significare l’introduzione in Italia dell’eutanasia. Un tema che coinvolge tutti non tanto per una visione ideologica ma con una visione legata ai temi della solidarietà” di fronte al rischio che passino “alcuni principi di autodeterminazione assoluta e diventino protocollo sanitario”.

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