Usa: Washington, insediamento del nuovo arcivescovo. Mons. Gregory, “tristezza e vergogna ci fortificano per affrontare il domani con spirito indomito”

(da New York) Applausi all’ingresso. Applausi durante la formale accettazione di pastore della diocesi. Ancora applausi alla conclusione della messa accompagnati da scatti e selfie. Wilton D. Gregory, settantesimo arcivescovo di Washington e primo vescovo afroamericano della diocesi, è stato accolto da oltre tremila fedeli, 300 sacerdoti e otto cardinali nel santuario nazionale dell’Immacolata, dove si è celebrata la messa di insediamento. Durante l’omelia il nuovo arcivescovo ha parlato “di un momento decisivo per la comunità” e ha esortato laici e pastori a non perdere la fede nonostante i tanti scandali che hanno coinvolto la Chiesa. La piaga degli abusi non è chiaramente menzionata ma non è nascosta e infatti mons. Gregory ribadisce che “la nostra recente tristezza e vergogna non ci definiscono; piuttosto, servono a purificarci e fortificarci per affrontare il domani con spirito indomito” soprattutto nel campo della prevenzione. Il nuovo pastore di Washington è stato tra coloro che hanno lavorato ad implementare la carta di Dallas, il documento sulla protezione dei minori che ha quasi azzerato i casi di abuso negli ultimi anni. Mons. Gregory si è definito “un pastore accogliente che ride con voi ogni volta che può, che piange con voi ogni volta che dobbiamo piangere e che onestamente confida i suoi difetti e mancanze quando li commette, non quando vengono rivelati” da altri. Nell’omelia riflettendo sulla lettura del Vangelo del giorno sugli apostoli impauriti dal mare in tempesta ha ribadito che la “metafora” calza perfettamente al momento storico vissuto dalla comunità cattolica, gettata nello sconforto da “ondate di inquietanti rivelazioni”, ma “Cristo era sulla barca” a prova che Dio non lascia soli. Gregory ha precisato di non avere tutte le risposte a questi dolori, chiarendo che né un solo ministero né programma può risolvere l’attuale crisi: la fiducia della Chiesa va riposta in Dio e Dio solo. Alla cerimonia di insediamento era presente il nunzio, mon. Christophe Pierre, che ha esortato il nuovo arcivescovo ad uscire e andare incontro alla gente. Un coro gospel ha animato la celebrazione, a ricordare l’ampia comunità afroamericana presente nella capitale. Gregory succede al card. Donald W. Wuerl, amministratore apostolico dell’arcidiocesi, che si era dimesso per non aver affrontato con determinazione lo scandalo degli abusi nella diocesi.

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