Strage Capaci: Mattarella, “la riscossa nata da sacrificio Falcone e Borsellino prosegua fino a sconfitta definitiva mafia”

La riscossa nata dal sacrificio delle vittime della strage di Capaci e di quella di via D’Amelio “ha già prodotto risultati importanti. Ma deve proseguire. Fino alla sconfitta definitiva della mafia, che Falcone e Borsellino hanno cominciato a battere con il loro lavoro coraggioso, con innovativi metodi di indagine, con l’azione nei processi, con il dialogo nella società, nelle scuole, soprattutto con una speciale attenzione all’educazione dei giovani”. È l’auspicio espresso oggi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 27° anniversario della strage di Capaci, in cui furono uccisi il giudice Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta.
“Giovanni Falcone avrebbe da pochi giorni festeggiato i suoi 80 anni – ha riordato il capo dello Stato -. La mafia sanguinaria ha spezzato la sua vita, ma non il suo esempio di magistrato, il suo insegnamento di uomo delle istituzioni, la sua testimonianza civile. Falcone, come Cesare Terranova, Gaetano Costa, Rocco Chinnici, non era mai arretrato davanti alla minaccia criminale. Anzi, è stato determinante nel costruire strumenti più idonei di contrasto alla mafia, istruendo il primo maxi-processo, svelando aspetti non conosciuti dell’organizzazione criminale, contribuendo a far nascere la Procura nazionale e le Direzioni distrettuali antimafia. L’eredità costituita dalle sue conoscenze, dalla sua tenacia, dal suo rigore etico, è un patrimonio preziosissimo”.

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