Strage Capaci: Conte, “per quale ideale, per quale sogno saremmo oggi disposti a morire?”

“Quando si ragiona di mafia, c’è una domanda – non so se vale anche per voi – che fa capolino, fa occhiolino e vien fuori; è una domanda che rimane sempre un po’ sullo sfondo ma è presente: per cosa saremmo disposti a morire? Per quale ideale, per quale sogno saremmo oggi a sacrificare la nostra esistenza, mettendo a repentaglio i nostri affetti, in nostri legami, le nostre amicizie, i nostri progetti?”. A porre la domanda è stato oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto nell’aula buncker dell’Ucciardone, a “Palermo chiama Italia”, la manifestazione promossa da Miur e Fondazione Falcone per ricordare le stragi di Capaci e via D’Amelio e iniziata, ieri, da Civitavecchia con la partenza della Nave della legalità con a bordo 1.500 studenti da tutta Italia.
“Per dare un senso a questo vostro viaggio sulla Nave della legalità, a questa vostra presenza in questa Aula bunker – qui si svolse lo storico maxiprocesso – dove vennero processati cinquecento imputati per mafia, ecco io vi invito a tenere a mente anche questa domanda. E non è facile rispondere, non vi chiedo di rispondere; è una domanda che mi faccio, che ogni tanto fa capolino; però deve sempre accompagnare le nostre coscienze”, il suggerimento di Conte.
“I vostri insegnanti, i vostri genitori, i vostri educatori – ha aggiunto il premier – avranno un ruolo importantissimo: dovranno essere loro i testimoni anche del forte legame che dovete avere con la vostra Penisola, la vostra terra. Noi dobbiamo amare la nostra terra perché, amando l’Italia nel profondo, non potrete che scegliere, sempre e comunque, il bene di tutti, che sarà anche il bene di voi stessi”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo