Papa Francesco: no a “compromessi aziendali”, al “gattopardismo” e al “maquillage per sembrare giovani”

“Per il bene della missione, per annunciare a chiunque, in modo trasparente e credibile, che Dio è amore, anche quelle convinzioni e tradizioni umane che sono più di ostacolo che d’aiuto, possono e devono essere lasciate”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della messa celebrata oggi presso l’Altare della Cattedra della basilica vaticana, in occasione dell’apertura della XXI Assemblea generale di Caritas Internationalis, ha esortato a scoprire “la bellezza della rinuncia, anzitutto a se stessi”, come hanno fatto i primi cristiani: quando “c’era in gioco l’identità religiosa, hanno scelto che l’annuncio del Signore viene prima e vale più di tutto”. “Dio purifica, semplifica, spesso fa crescere togliendo, non aggiungendo, come faremmo noi”, il monito di Francesco, secondo il quale “la vera fede purifica dagli attaccamenti. Per seguire il Signore bisogna camminare spediti e per camminare spediti bisogna alleggerirsi, anche se costa”. “Come Chiesa, non siamo chiamati a compromessi aziendali, ma a slanci evangelici”, la ricetta del Papa: “E nel purificarci, nel riformarci dobbiamo evitare il gattopardismo, cioè il fingere di cambiare qualcosa perché in realtà non cambi nulla”. “Questo succede ad esempio quando, per cercare di stare al passo coi tempi, si trucca un po’ la superficie delle cose, ma è solo maquillage per sembrare giovani”, ha spiegato Francesco: “Il Signore non vuole aggiustamenti cosmetici, vuole la conversione del cuore, che passa attraverso la rinuncia. Uscire da sé è la riforma fondamentale”.

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