Diocesi: Pistoia, lunedì 27 incontro sul lavoro “come Dio comanda”

Il lavoro è oggi forse la più grande preoccupazione e principale priorità in particolare per le famiglie ed i giovani. Per questo la diocesi di Pistoia attraverso l’Ufficio pastorale sociale e del lavoro da due anni sta intraprendendo un percorso di riflessione profonda sul mondo del lavoro. Il prossimo appuntamento, programmato per lunedì 27 alle ore 20.45 presso la Sala capitolare del Convento di San Francesco, permetterà di affrontare questo tema in modo particolare: ripensare come è stato concepito il lavoro, che ruolo ha avuto nel corso del tempo e come ha condizionato la nostra storia.
Su questo teme dialogheranno insieme Mariella Carlotti, insegnante e storica dell’arte, e don Cristiano D’Angelo, vicario diocesano per la Pastorale. Carlotti illustrerà i contenuti espressi dalle formelle trecentesche del Campanile di Giotto, sottolineando come le immagini scolpite rappresentino, con grande efficacia figurativa, una concezione autenticamente umana del lavoro, concezione che oggi è veramente necessario e urgente riscoprire. Don Cristiano d’Angelo, a partire da alcuni brani tratti dalle Sacre Scritture, ci farà riflettere sul valore del lavoro umano come collaborazione all’opera creativa di Dio.
“Libero, creativo, partecipativo e solidale. È il lavoro che vogliamo – afferma Selma Ferrali, responsabile dell’Ufficio pastorale sociale e del lavoro – così come lo definisce Papa Francesco al n.192 di Evangelii Gaudium”. “Una sintesi efficace – continua Ferrali – dalla quale si è generato e sviluppato un percorso che ha coinvolto credenti e parti sociali divenuto il tema dell’ultima Settimana sociale dei cattolici italiani svoltasi a Cagliari. Un evento che, in generale, ha contribuito ad animare il dibattito nel Paese. La Chiesa (e quindi la Pastorale sociale e lavoro) è infatti consapevole della distanza che ci separa dal lavoro che vogliamo, cioè dal ‘lavoro buono’, e ha dunque messo al centro della propria attenzione il tema del lavoro come opportunità imprescindibile per affermare la dignità della persona e la sua capacità di collaborare all’opera creatrice di Dio”.

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