Spagna: vescovi del Sud, “rafforzare i legami tra presuli delle due sponde del Mediterraneo”

Córdoba ha accolto, ieri e oggi, la CXLIII Assemblea dei vescovi del Sud della Spagna, che comprende le diocesi di Sevilla, Granada, Almería, Cádiz e Ceuta, Córdoba, Guadix, Huelva, Jaén, Asidonia-Jerez e Málaga. I vescovi hanno riflettuto ampiamente sulle migrazioni. L’Assemblea ha anche deciso di scrivere alla Conferenza episcopale regionale dei vescovi del Nord Africa (Cerna) “per rafforzare legami di comunione tra i vescovi delle due sponde del Mediterraneo”.
Oggi l’Assemblea si è conclusa con un pellegrinaggio dei vescovi a Montilla, per celebrare l’Eucaristia alla presenza delle reliquie di San Juan de Ávila, nella basilica a lui dedicata, in occasione dell’Anno giubilare in corso nelle diocesi di Córdoba e di Jaén. Nella prima l’Anno giubilare è iniziato il 6 aprile scorso e si concluderà il 31 maggio 2020 mentre a Jaén è cominciato il 10 maggio scorso per concludersi sempre il 31 maggio 2020. A Baeza dall’11 al 13 febbraio 2020 si terrà il congresso internazionale “Il sacerdote secolare nel XXI secolo alla luce del magistero di San Juan de Ávila”.
Durante l’Assemblea, i presuli hanno approvato l’inizio della causa di beatificazione della serva di Dio suor María del Socorro Astorga Liceras, del Convento delle Monache minime di Archidona (Málaga), e di María Isabel González del Valle y Sarandeses, fondatrice delle Misioneras de las Doctrinas Rurales, insieme a padre Tiburcio Arnáiz. La vita della prima, spiega una nota dei vescovi del Sud della Spagna, “fu esemplare, la sua umiltà profonda e i suoi scritti sono considerati un valido compendio di insegnamenti spirituali”. L’associazione cattolica di consacrati laici fondata dalla seconda “lavora pastoralmente nei villaggi, nei paesi e nei quartieri emarginati della Spagna dal 1922”. “Dall’età di 32 anni, María Isabel González del Valle cominciò ad andare per questi villaggi facendo conoscere e insegnando ad amare Cristo. Oltre al catechismo – ricordano i presuli -, insegnava loro a scrivere, leggere e fare di conto, tanto ai bambini quanto agli anziani”.

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