Salvini e il rosario al comizio: Elia (Meic), “dissidio tra proclamata fedeltà al Vangelo e suo reale rispetto nell’agire politico”

“È inaccettabile ogni uso strumentale della fede cristiana a scopi elettorali e propagandistici: credo che dobbiamo essere ancora più uniti a Papa Francesco per il suo instancabile richiamare l’Europa e il mondo intero ad un ordine mondiale basato sulla giustizia e sulla solidarietà tra i popoli e verso i più deboli”: a parlare è il presidente del Meic, Beppe Elia, intervenuto dopo che sabato il ministro dell’Interno ha baciato il Rosario e affidato a Maria la vittoria alle elezioni europee durante un comizio. “Le parole e i gesti di Salvini hanno suscitato reazioni anche molto severe da parte di vescovi, organizzazioni ecclesiali e singoli credenti – osserva Elia –. Egli sa infatti che una parte importante di coloro che si dicono cattolici, sulla presenza dei migranti nelle nostre città, percepisce pericoli non solo di natura economica e sociale, ma anche culturale e religiosa, assecondando il pensiero sempre più pervasivo (di cui la Lega e alcune altre forze politiche sono portatori molto ascoltati) che la nostra religione e le nostre tradizioni siano messe in pericolo da una presunta invasione di popolazioni straniere”. “Dobbiamo avere la consapevolezza che, al di là di gesti che pure umiliano la nostra sensibilità religiosa, la vera questione è il profondo dissidio che c’è tra la proclamazione della fedeltà al Vangelo e il suo rispetto nell’agire politico e nei comportamenti quotidiani. Non possiamo essere silenti. Su questa strada rischia di consumarsi uno scisma di fatto dentro le nostre stesse comunità”, conclude.

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