Droga: Pacifici (Iss), “consumatori Nps fanno da cavie, percezione rischio molto bassa a livello sociale”

Roberta Pacifici, dell’Istituto superiore di sanità (Iss), si occupa di sistema rapido di allerta e prossimità in materia di droghe. Istituito nel 2008 dal Consiglio d’Europa questo sistema di allarme precoce è stato recepito nel 2009 dall’Italia e dato in gestione nel 2016 all’Iss. “Le informazioni che riceviamo – spiega al seminario sui servizi per la riduzione del danno in corso a Roma –  le ‘traduciamo’ per gli enti destinatari, dal ministero della Salute al Sert, secondo i diversi gradi di pericolo”. Fino ad oggi “abbiamo gestito 176 segnalazioni e al loro interno 118 nuove sostanze psicoattive, di cui ben 30 riscontrate per la prima volta in Italia, per lo più cannabinoidi sintetici”. Pacifici informa che cresce il commercio, soprattutto su Internet, e che le sostanze sono spesso mix di principi attivi ed è difficile descriverne i pericoli. “I sintomi clinici di intossicazione acuta – spiega – sono difficili da interpretare perché spesso non caratterizzano una specifica sindrome tossicologica. Spesso non esiste l’antidoto. In laboratorio esiste una diffusa difficoltà ad identificare le nuove droghe” e ciò che è grave, “i consumatori consumano al buio, fanno da cavie”. E non si tratta di “sostanze ghettizzanti – avverte – , ma di un consumo trasversale in termini di età, ceto sociale, disponibilità economica, che rappresenta nuove situazioni considerate ‘tollerabili’”. Di qui un allarme: “La percezione del rischio sulle nuove droghe è generalmente molto bassa sia a livello individuale sia a  livello sociale”.

 

 

 

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