Droga: Molinaro (Cnr), “è stato creato un paese dei balocchi. Occorre educare i ragazzi alla percezione del rischio”

“Oggi si è creato un paese dei balocchi, un grande luna park che cattura il 5% dei ragazzi, quelli più fragili, dove tutto è a portata di mano. Su Internet si trovano sia le piazze di spaccio delle città, sia le nuove droghe con le istruzioni per realizzare diversi cocktail”. Sabrina Molinaro (Ifc–Cnr), interviene al seminario “La strada diventa servizio. La riduzione del danno come diritto” in corso a Roma e cita alcuni  recenti spot pubblicitari di marchi di moda inneggianti al consumo di droghe. Ciò che è cambiato, dice l’esperta, sono i modelli di consumo. “In 18 anni di osservazione di studenti tra i 15 e i 19 anni – spiega – il problema crescente è quello dell’uso dell’alcol finalizzato allo sballo dopo essere stato mixato a energy drink”. Bevande, queste ultime, “regolarmente consumate dal 28% degli adolescenti”. Il mix di alcol ed energy drink, avverte, “è frequente anche nelle ragazze ed è una delle cause associate a coma etilici e avvelenamenti alcolici”. Sostanzialmente stabili da anni i consumi di cannabis: “Oltre 100mila studenti  (15–19 anni) la consumano ogni giorno”. Molto diffuso, soprattutto tra le ragazze l’uso e il mix di psicofarmaci. Per quanto riguarda invece le Nps (smartdrugs – nuove sostanze psicoattive), spiega, “sono legate alla cannabis sintetica e spesso non ancora tabellate. Il 14% degli studenti le ha assunte almeno una volta come miscela di erbe, cristalli da fumare, pasticche o in forma liquida. A differenza delle sostanze classiche, il trend è differente: i consumi femminili sono a volte superiori a quelli maschili”. Insomma “spaventano meno i giovanissimi e le ragazze. Il mondo femminile era stato un po’ più protetto rispetto all’esposizione alle sostanze, ora non è più così”. A questo si aggiungono le dipendenze digitali: cyberbullismo, cybersex, gaming e gambling. “Il 5% degli studenti riferisce di avere fatto cyberbullismo, il 4% di esserne stato vittima”. “Il messaggio forte – conclude l’esperta – è cercare di insegnare ai giovanissimi i rischi correlati all’utilizzo di queste ‘attrazioni’ ma imparando un linguaggio visivo, nuovo, che sappia ‘prenderli’”.

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