Conflitto israelo-palestinese: vescovi cattolici Terra Santa, “Chiese e leader spirituali indichino un altro cammino”

“I recenti sviluppi nel contesto Palestina-Israele, la continua perdita di vite umane, la continua evaporazione della speranza in una soluzione duratura e il fallimento della comunità internazionale nell’applicazione del diritto internazionale per proteggere le persone di questa terra da altre lotte e altra disperazione, sono arrivati a un punto per cui vediamo solo più estremismo e discriminazione. Anche chi una volta si presentava come guardiano della democrazia e promotore di pace, è diventato un negoziatore del potere e partigiano che partecipa al conflitto”. È la denuncia contenuta nella dichiarazione dell’Assemblea dei vescovi cattolici della Terra Santa, che pongono il dubbio se “la diplomazia internazionale e il processo di pace si siano mai basati sulla giustizia e sulla buona volontà”. Forse è giunto il tempo in cui “le Chiese e i leader spirituali indichino un altro cammino, insistano sul fatto che tutti, Israeliani e Palestinesi, sono fratelli e sorelle in umanità”. Solo la possibilità di “amarci gli uni gli altri e vivere insieme nel rispetto reciproco e nell’uguaglianza, uguali in diritti e doveri, in questa terra”, è per i vescovi la via per una “pace basata sulla dignità, il rispetto reciproco e l’uguaglianza come esseri umani”, la sola che potrà permettere “di sopravvivere e persino prosperare in questa terra”.

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