Aids-Hiv: Saracini (Cica), “ogni anno 3.500-4mila nuovi casi. Superare stigma sociale”. Nimbi (Arcigay), attenzione al “chemsex”

“Oggi su Aids e Hiv sembra essere sceso un silenzio tombale, ma ogni anno in Italia si registrano fra 3.500–4mila casi nuovi ogni anno, soprattutto tra giovani”. Lo dice Luca Saracini (Coordinamento italiano case alloggio Hiv/Aids – Cica), intervenendo al seminario “La strada diventa servizio. La riduzione del danno come diritto” organizzato oggi a Roma per fare il punto sullo stato dei servizi di riduzione del danno (Rdd) in Italia. L’incontro rientra nel progetto “Pas – Principi attivi di salute”, promosso da Cnca, Cica e Arcigay. Saracini spiega che oggi nel nostro Paese vivono circa 130mila persone sieropositive. “Manca una corretta educazione alla prevenzione del rischio e al test”, sottolinea ripercorrendo la nascita delle prime case d’accoglienza e i pregiudizi incontrati. “Occorre riportare l’attenzione alle  conseguenze dei comportamenti a rischio – insiste -. Proprio da qui nasce la nostra adesione al progetto Pas. Inoltre, occorre favorire una riduzione dello stigma sociale, ancora molto forte in troppi ambiti”. Filippo Nimbi (Arcigay) spiega: “Ci siamo avvicinati al progetto perché negli ultimi anni  è emerso il fenomeno del chemsex, dell’uso di diversi tipi di sostanze in party privati e in situazioni di sesso di gruppo. Molte persone iniziano a farlo e diventano nuovi utilizzatori di sostanze che aumentano la disinibizione. Così aumenta il rischio di overdose e di contagio di malattie sessualmente trasmissibili”.

 

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